Frozen River – Fiume di ghiaccio – venerdì 01.06.2012 ore 20.30
sabato 19 maggio 2012, 14:45
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Frozen River   USA   2008   98′
di Courtney Hunt
con Melissa Leo, Michael O’Keefe, Misty Upham

In una zona a nord dello Stato di New York, al confine col Canada e con una riserva dei Mohawk, Ray Eddy vive con due figli e ha una casa prefabbricata da pagare a rate. Ha un lavoro saltuario e un marito scappato con il gruzzolo familiare. Convinta da una pellerossa emarginata, comincia a trasportare, nascosti nel bagagliaio dell’auto, immigrati clandestini attraverso il fiume ghiacciato San Lorenzo, favorita dal fatto che è bianca. Premiato al Sundance e a San Sebastian, vincitore al Noirfestival di Courmayeur, è stato definito da Tarantino il miglior thriller del 2008, ma quella dell’azione è solo la scorza di un film indipendente d’autore, girato in 4 settimane sotto zero, all’insegna di un microrealismo onesto, sincero e autentico in chiave femminile. Non a caso ebbe 2 candidature agli Oscar per la sceneggiatura (della stessa regista esordiente) e per l’attrice protagonista, una Leo con uno di quei volti forti, segnati dalle rughe, che raramente si vedono al cinema. Paesaggi e sentimenti contano come e più dell’azione. E c’è, nonostante tutto, una porta aperta alla speranza nel futuro.
Il Morandini

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Da quando Otar è partito – venerdì 18.05.2012 ore 20.30
sabato 05 maggio 2012, 14:38
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Depuis qu’Otar est Parti   Francia   2003   102′
di Julie Bertucelli
con Dinara Drukarova, Esther Gorintin, Nino Khomasuridze

Tre donne sole e il gioco di una bugia pietosa Da quando Otar è partito è un esordio registico di straordinaria finezza. Dopo aver trascorsi sei mesi in Georgia per lavorare con Iosseliani, la documentarista Julie Bertuccelli ha fatto di quel lontano Paese la sua seconda patria. Ci trasporta infatti a Tbilisi, antica capitale immersa in un’atmosfera dolcemente provinciale, nella casa dove vivono tre rappresentanti di altrettante generazioni: nonna, mamma e nipote. Ovvero Eka (la novantenne polacca Esther Gorintin), Marina (la georgiana Nina Khomassouridze) e Ada (la russa Dinara Droukarova). La vecchia, che si sbilancia in sortite paradossalmente staliniste, è tutta presa dalla nostalgia del figlio Otar, emigrato a Parigi, e vive in attesa di ricevere posta. Marina ha incontrato difficoltà ad adattarsi alla nuova realtà; e Ada coltiva una segreta voglia di fuga. Purtroppo Otar (che non si vede mai) muore in un incidente sul lavoro e la giovane, non trovando né lei né la madre il coraggio di raccontarlo a Eka, comincia a scrivere delle false lettere a firma dello zio. La menzogna regge fino al giorno in cui la nonna, ansiosa di rivedere il figlio, vende la preziosa biblioteca di famiglia e acquista tre biglietti aerei per Parigi. A sorpresa lo scioglimento rovescia il gioco della bugia pietosa: sarà Eka a inventarne una per proteggere dal dolore le congiunte; e dopo l’intermezzo parigino, a Tbilisi torneranno solo in due. Sfiorata la tragedia, lo stupendo racconto si conclude con una schiarita di stoico ottimismo.

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