My summer of love – venerdì 31 maggio 2013 ore 20.30
venerdì 17 maggio 2013, 21:42
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My Summer of Love   Gran Bretagna   2004   86′
di Pawel Pawlikowski
con Nathalie Press, Emily Blunt, Paddy Considine, Dean Andrews

Si incontrano, si studiano si amano. Che altro potrebbero fare due ragazze nello Yorkshire?
Tratto dall’omonimo romanzo di Helen Cross e diretto da Pawel Pawlikowski (Last Resort), il film è la cronaca di una tormentata educazione sentimentale, che sfiora il plagio. Durante una calda e molle estate in un assonnato e spettrale paesino dello Yorkshire, il motore emotivo della storia sono due fissazioni: il desiderio di identificarsi completamente con uníaltra persona e la fede. Due adolescenti, più creature della terra che del cielo, si incontrano e si scelgono, per solitudine, noia e curiosità.
Mona (Natalie Press) vive con il fratello, Phil (Paddy Considine), gestore di un pub convertitosi al fanatismo religioso, ed entra nell’orbita dalla ricca, viziata, trasgressiva Tamsin (Emily Blunt). Le due protagoniste (le giovani e sconosciute interpreti sono brave e convincenti nei rispettivi ruoli ed entrano nei ranghi delle possibili promesse del cinema britannico) e lo stonato e saturnino Phil si macerano in un’intossicazione estiva in cui l’amore e il credo corrono su binari paralleli. Tutti e tre aspettano una qualche opportunità di rinascita e la fine di quel ballo stagionale in un paesaggio senza tempo in cui la natura ha preso il sopravvento in un’età postindustriale.
Enrico Magrelli, FilmTV

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Racconto d’estate – venerdì 17 maggio 2013 ore 20.30
venerdì 03 maggio 2013, 21:35
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Conte d’etè Francia 1996 113′
di Eric Rohmer
con Melvin Poupaud, Amanda Langlet, Aurèlia Nolin, Gwenaille Simon

Racconto d’estate: un appuntamento volante su una spiaggia assolata.
17 luglio-5 agosto. Gaspard va al mare, sulla costa bretone. Si installa da solo nella casa di alcuni amici; poi va in spiaggia: una spiaggia affollata di adolescenti, di fronte a Saint-Malo. Gaspard è lì perché ha una specie di appuntamento con una fidanzata anch’essa più “probabile” che reale. Ma la ragazza non si fa vedere, e Gaspard passa il tempo intrecciando chiacchiere, passeggate, confidenze, con altre due coetanee incontrate sul posto. “Conte d’etè” sviluppa i temi de “Il raggio verde” portandoli però su direzioni diverse. Insomma si tratta di un classico rohmeriano, impeccabile, lieve, elegante come sempre. Rohmer è più cinico e i dialoghi del film sono molto meno casuali di quanto sembri in superficie.

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