La strada di Levi – 28.01.2011 ore 20.30
domenica 16 gennaio 2011, 11:16
Filed under: Cinemapiù 28,Video

In occasione del Giorno della Memoria, vogliamo proporvi questo bel film di Davide Ferrario…

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Italia   2006   92′
di Davide Ferrario, Marco Belpoliti

Primo Levi partì alla fine del febbraio 1945 dal lager di Auschwitz liberato il 27 gennaio. Gli furono necessari otto mesi, 6000 km, giri tortuosi e molti ritardi per tornare a casa, a Torino, attraverso l’Europa dell’Est. Raccontò quel viaggio in La tregua (1963) da cui F. Rosi cavò un film nel 1997. Sessant’anni dopo Davide Ferrario e lo scrittore Marco Belpoliti seguono lo stesso itinerario attraverso l’Europa postcomunista di oggi. A un prologo newyorkese si succedono 8 capitoli (montaggio: Claudio Cormio): “Il lavoro” (Polonia), “L’identità” (Ucraina), “Un mondo a parte” (Bielorussia), “La peste” (Ucraina 2), “L’emigrazione” (Moldavia), “Nuovi orizzonti” (Romania), “La nuova vecchia Europa” (da Budapest a Monaco), “La prova” (Italia). Sono, in fondo, 8 documentari svarianti nei temi e nei toni, ricchi di immagini, notazioni, particolari significativi. Il commento parlato in voce off è letto da Umberto Orsini e, in piccola parte, da Ferrario che ha prodotto e diretto, ma che ha voluto associare il suo nome a quello di Belpoliti, curatore delle opere di Levi, che gli fu ispiratore, compagno di viaggio, complice intellettuale. È un film complesso: epico, riflessivo, saggistico, ma anche ironico, emotivo e lirico all’insegna delle contraddizioni e dell’ambiguità che lascia aperte le questioni e in cui il passato illumina il presente. Girato nel 2005 da gennaio a ottobre, in pellicola e in digitale, anche con materiale di repertorio (cinegiornali, Ejzenštejn e lo stesso Levi nel 1982, nel ritorno ad Auschwitz).

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Tesseramento 2011
sabato 15 gennaio 2011, 11:40
Filed under: Arci

Ecco la nuova tessera ARCI per l’anno 2011. Anche quest’anno l’immagine grafica è nuova e riassume gli obiettivi che tutta l’Arci si pone per l’anno di riferimento: promuovere la partecipazione, la non violenza, il bene comune, la libertà, la legalità. In poche parole Un’altra cultura, un’altra società.

Richiedila pure durante le nostre iniziative al prezzo di 10 euro.


A richiesta e’ anche disponibile il tesserino AGIS (2,5 euro) che da’ diritto al biglietto a prezzo ridotto nei cinema (ad es. Kinemax, tutti i giorni tranne festivi e prefestivi)
da prenotare entro fine gennaio

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Little Miss Sunshine – venerdi’ 14.01.2011 ore 20.30
domenica 09 gennaio 2011, 00:13
Filed under: Cinemapiù 28,Video

USA   2006   101′
di Jonathan Dayton, Valerie Faris
con Greg Kinnear, Toni Collette, Steve Carell, Paul Dano, Alan Arkin

La piccola Olive Hoover (la strepitosa Breslin, nominata all’Oscar), simpaticissima bambina occhialuta, coltiva il sogno di diventare reginetta di bellezza. Selezionata per il concorso di Little Miss Sunshine, coinvolge la sgangherata famiglia nel viaggio in pulmino per la California: il papà che insegue un successo editoriale, la mamma iperattiva, il fratello nichilista in silenzio, uno zio gay, il nonno cocainomane. Nel viaggio gli Hoover si confrontano con sé stessi e tra loro. Marito e moglie nella vita, Dayton e Faris ne fanno una commedia intelligente sulla stravaganza delle relazioni umane e sulle illusioni dell’american dream. Basta il concorso di bellezza con bambine/automi truccate come mostruose Barbie; la galleria dei freaks fa da antidoto al cinismo. Divertimento garantito con risvolti commoventi. Uscito in Italia in sordina dopo i successi al Sundance e a Locarno. Oscar alla sceneggiatura di Michael Arndt.

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