Pizzicata – 08.06.07
venerdì 08 giugno 2007, 23:36
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Italia-Germania   1996   91’

di: Edoardo Winspear
con: Cosimo Cinieri, Fabio Frascaro, Chiara Torelli, Lamberto Probo, Paolo Massafra, Anna Dimitri, Ines D’Ambrosio

Nel 1943, alla vigilia dello sbarco alleato nell’Italia del Sud, il pilota Tony Marciano (F. Frascaro) di un ricognitore USA, abbattuto dalla contraerea tedesca sopra il Salento, trova ricovero nella famiglia dell’agricoltore Carmine Pantaleo (C. Cinieri), riscopre le proprie radici, s’innamora di Cosima (C. Torelli), una delle tre figlie di Carmine, scatenando la gelosia del suo promesso sposo, il ricco Pasquale (P. Massafra). 1o lungometraggio del cosmopolita E. Winspeare (1965), nato e cresciuto a Depressa (Lecce). Tranne C. Cinieri, tutti interpreti non professionisti, scelti nel Salento; tutti i componenti del cast tecnico provenienti dalle scuole di cinema di Monaco, Roma, Parigi. Notevole per la capacità di costruire una storia di sentimenti fondata su un’attenta ricerca etnica e antropologica. Pizzicata – o pizzica tarantata – è un ballo paesano che mima l’amore tra uomo e donna, il duello col pugnale, il ritmo musicale convulso che porta in trance le donne morse dalla tarantola. Musiche di Jérôme Harley. Distribuito senza successo dall’Academy. 1o premio Cittadella-Fuji 1997 al Festival di Arezzo del cinema indipendente italiano.

Il Morandini 2005



Mio cognato – 25.05.07
martedì 15 maggio 2007, 19:25
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Italia   2002   90’

di: Alessandro Piva
con: Luigi Lo Cascio, Sergio Rubini, Mariangela Arcieri, Alessandra Sarno, Carolina Felline

A Bari, già tristemente famosa per gli scippi, è diffusa la pratica del furto d’auto con riscatto. La rubano, invece, a Vito, mite e grigio impiegatuccio. Il marito di sua sorella, Toni, assicuratore scafato dai molti intrallazzi, s’incarica di recuperarla, facendo con lui, a bordo di una rossa Saab cabriolé, un giro nel sottobosco malavitoso cittadino. La ricerca si conclude all’alba, dolorosamente. Scritto con Salvatore De Mola e il fratello Andrea, il 2o lungometraggio del salernitano A. Piva riprende gli umori acri e l’impietosa analisi di costume della commedia italiana dei Sessanta attraverso la contrapposizione dei due protagonisti, serviti dall’istrionismo (non sempre) ben temperato di S. Rubini e dall’intensità assorta di L. Lo Cascio. Pur con qualche civetteria di troppo nelle carrellate e nell’uso silente del campo/controcampo, è una commedia di carattere che conferma nell’autore di Lacapagira (1999) la capacità di uno sguardo su una società “double-face” – non soltanto pugliese… – dove il luccicante e affannoso benessere coabita con torbidi risvolti illegali e violenza. Spesso parlato in un dialetto pugliese stretto, ma senza i sottotitoli come nel film precedente, il che diminuisce il divertimento per gli italiani del Centro-nord. Prodotto da Giovanni Veronesi per la RAI.

Il Morandini 2005

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Sangue vivo – 11.05.07
venerdì 11 maggio 2007, 23:35
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Italia   2000   95’

di: Edoardo Winspeare
con: Pino Zimba, Lamberto Probo, Claudio Giangreco, Alessandro Valenti, Ivan Verardo, Lucia Chiuri, Addolorata Turco, Morena Mighali

In una cittadina del Salento il cinquantenne Pino (P. Zimba) fa il contrabbandiere perché deve mantenere moglie, figli, madre, un’altra donna e il fratello minore Donato (L. Probo), talentoso musicista di “pizzica”, ma uomo debole allo sbando che si fa di eroina e vive di furtarelli e spaccio. Una rapina fallita sfocia in un epilogo letale. Non privo di difetti e di eccessi, “ingenuo e spavaldo, con troppa carne al fuoco e uno sguardo voracissimo” (Emiliano Morreale), il 2o film di E. Winspeare arriva – caso raro nel cinema italiano – attraverso gli schemi della sceneggiata dialettale e del melodramma (anche in senso specificamente musicale come nel precedente Pizzicata) a una dimensione tragica in chiave autodistruttiva per virtù di temi (amore fraterno, senso dell’onore, valentìa), di stile, di facce, di paesaggi (fotografia di P. Carnera). Musiche del gruppo Zoé. Antigone d’oro al festival del Mediterraneo di Montpellier, premi a San Sebastian e Sulmona, Grolla d’oro a Saint-Vincent.

Il Morandini 2005

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Lacapagira – 27.04.07
venerdì 27 aprile 2007, 23:34
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Italia   1999   73’

di: Alessandro Piva
con: Dino Abbrescia, Mino Barbarese, Mimmo Mancini, Dante Marmone, Paolo Sassanelli

Dall’alba al tramonto di un giorno d’inverno a Bari nel giro della piccola malavita: traffico di albanesi immigrati, spaccio di droga (e un pacchetto, buttato da un treno, che non si trova), una bisca clandestina, criminali sfigati che delinquono poco e parlano molto (in dialetto stretto con molto turpiloquio). Costato 300 milioni, autofinanziato dal regista con 2 produttori locali, scritto dal fratello minore Andrea Piva, sfrangiato nella struttura narrativa, con prolissi indugi su corse in quattro o due ruote per superare la durata di 1 ora. L’esordiente A. Piva (1966) ha occhio e soprattutto orecchio e si è scelto gli attori giusti. Racconta la Bari malavitosa con un filo di tenerezza non priva di ironia e furbizia, mettendo a frutto la lezione teatrale di Eduardo. Premiato con il Nastro d’argento, il Donatello e il Ciak d’oro per l’opera prima e al Festival di Valencia per la colonna sonora. 1 miliardo d’incasso in Italia. Distribuito con sottotitoli in italiano.

Il Morandini 2005

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La terra – 13.04.07
venerdì 13 aprile 2007, 23:32
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Italia   2005   112’

di: Sergio Rubini
con: Fabrizio Bentivoglio, Paolo Briguglia, Claudia Gerini, Sergio Rubini, Emilio Solfrizzi, Massimo Venturiello

La terra come metafora familiare di una tragedia che può anche renderci ridicoli. All’ottava regia Sergio Rubini realizza il suo film più ambizioso e maturo, più carnale e liberato. Come se il suo cammino a I’indietro alla ricerca delle proprie radici meridionali avesse finalmente captato segnali in chiaro. Per l’escamotage narrativo si affida a modelli assai alti: da La sfida de! samurai di Kurosawa (che poi divenne Per un pugno di dollari) al Padrino. passando per almeno un paio di strette parentele cinematografiche di coriaceo, romantico spessore: i Fratelli 0\ Rosi e di Ferrara. E dunque, il “samurai” che torna nel villaggio abbandonato anni prima è questa volta un professore di filosofia trapiantato a Milano, costretto a tornare in Puglia per sistemare alcune beghe familiari. Il Mezzogiorno di fuoco (sveltissimi i rimandi western) che si ritrova davanti agli occhi e che ricomincia a calpestare con timoroso smarrimento si trasforma nel sud di se stesso, in un vortice di ricerca che lo coinvolgerà definitivamente. La cinepresa di Rubini, svincolata e coppoliana, pensa in grande. E. la scelta del cast lo ripaga in ciascuna delle sfumature cesellate: Bentivoglio è il maggiore che si scopre patriarca. Venturiello il fratellastro che insegue amore sogni e donne, Briguglia la giovinezza idealista, Solfrizzi il corrotto indebitato, Giovanna DiRauso la purezza che reclama attenzioni. Mentre Rubini – nei panni di un volgare e raccapricciante usuraio – è il marchio indelebile di quanto si possa nuclearizzare il mondo contagiandolo con il male. Le musiche di Pino Donaggio suonano tra Bernard Herrmann e Morricone.

Film TV, Aldo Fittante

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Notturno indiano – 30.03.07
venerdì 30 marzo 2007, 23:31
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Nocturne indien   Francia   1989   110’

di: Alain Corneau
con: Jean-Hugues Anglade, Clémentine Célarié, Otto Tausig

Un viaggiatore senza nome arriva a Bombay alla ricerca di un amico. Il viaggio prosegue verso sud, verso Goa, passando per Madras, ma è una pista falsa. Il mistero non è nel ricercato, ma nell’investigatore: il suo è un viaggio iniziatico. Alla ricerca di sé stesso, forse. Se non fosse per la conclusione cerebrale e ciancicata, sarebbe un film perfetto come una conchiglia chiusa in sé stessa, ma piena di echi. Il suo fascino inquietante nasce dal contrasto tra la concretezza della realtà e lo sguardo assorto e perplesso del viaggiatore, ora angosciato, ora attraversato da lampi di follia. La musica di Schubert (Quintetto per archi in do magg. D.956) risuona misteriosamente intonata a questo film multitonale. Adattato da un romanzo breve (1984) di Antonio Tabucchi, vinse il 1o premio al Florence Film Festival.

Il Morandini 2005

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