Grazie per la cioccolata – venerdì 20 aprile 2018 ore 20.45
venerdì 13 aprile 2018, 21:56
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Merci pour le chocolat   Francia   2000   100’
di: Claude Chabrol
con: Jacques Dutronc, Isabelle Huppert, Anna Mouglalis, Rodolphe Pauly

André Polonski, famoso e celebrato piansista e Mika Muller, presidente dell’industria del cioccolato Muller si sposano per la seconda volta. Il concertista anni prima aveva sposato Lisbeth dalla quale aveva avuto un figlio Guillame e che era morta in seguito ad un incidente automobilistico. Jeanne che apprende per puro caso di essere stata scambiata al momento della nascita con un Guillame entra nella vita di André per scoprire la verità. Ogni tanto succede ancora il miracolo di vedere un film bello, impeccabile, inattaccabile. Questo onore è toccato all’ex enfant terrible della Nouvelle Vague Claude Chabrol, che mette sullo schermo le sue conoscenze cinefile (Lang, Hitcock e Renoir) con grande eleganza e senza un minimo di autocompiacimento. La suspense cresce minuto dopo minuto, la storia avvolge e intriga, gli attori sono straordinari, il divertimento è assicurato. E tutto senza bisogno di effetti speciali per allocchi e di star system esasperato: bastano pochi ambienti, suggestioni, atmosfere, sono sufficienti sguardi impercettibili. Un solo rimpianto: se Claude Chabrol nel 2000 non fosse stato in giuria a Venezia, il Leone d’oro non glielo avrebbe tolto nessuno.
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Un fiume chiamato Titas – venerdì 13 aprile 2018 ore 20.45
venerdì 06 aprile 2018, 21:41
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Titas Ekti Nodir Naam   Bangladesh/India   1973   159’
di: Ritwik Ghatak
con: Kabori Sarwar, Rosy Samad, Rani Sarkar, Sha kul Islam, Prabir Mitra

Ambientato nel Bengala orientale, questo film in bianco e nero basato su un romanzo di Advaita Malo Barman, racconta la povertà e la perdita di un territorio per cause naturali ed economiche da parte di una comunità di pescatori: il fiume si interra e i proprietari più ricchi comprano appezzamenti sottoprezzo da chi si è impoverito e si riduce alla fame. La vita delle comunità fluviali e la cultura materiale (la pesca, il lavoro dei campi) sono resi con accuratezza naturalistica, ma senza perdere di vista il momento mitico, reso ad esempio dalla trasfigurazione di Rajar Jhi deceduta in una divinità agli occhi del figlio: la sua comparsa magica è data con la spontaneità dei dati di fatto più che con l’aura trasfigurante dei sogni, accettata com’è dai compaesani in quanto esistenza reale, non fittizia. La crudezza dei rapporti tra i benestanti e gli indigenti è rappresentata con rigore. Non c’è sentimentalismo nel delineare i rapporti interpersonali e anche familiari determinati in parte dagli affetti ma dettati al contempo dalla difficoltà delle condizioni economiche (come tollerare l’adozione di un orfano se non c’è da mangiare a sufficienza? Prevale il buon cuore o la realtà del sostentamento?). È un film notevole, di respiro sociale e antropologico ampio, che ci fa venire in mente, in Occidente, Man of Aran (di Robert J. Flaherty, 1934) e La Terra Trema (di Luchino Visconti, 1948).

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Il mio migliore incubo – venerdì 6 aprile 2018 ore 20.45
martedì 03 aprile 2018, 21:40
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Mon pire cauchemar   Francia/Belgio   2011   99’
di: Anne Fontaine
con: Isabelle Huppert, Benoît Poelvoorde, André Dussollier, Virginie Efira, Corentin Devroey

Agathe è precisa, metodica e puntale, e gestisce la propria famiglia e il figlio Adrien in maniera impeccabile, così come tiene salde le redini della fondazione d’arte di cui è a capo e i suoi impegni istituzionali. Patrick, invece, è sregolato, grezzo e sfacciato, vive con il figlio Tony nel retro di un furgone, si arrangia con piccoli lavoretti saltuari e tutto ciò che ama sono l’alcol e le belle donne formose. Due universi opposti che vengono in contatto grazie ai due figli, amici e compagni di scuola. Così quando il marito di Agathe decide per sua sfortuna di affidare a Patrick dei lavori nella casa in cui vivono, ogni aspetto della loro vita viene invaso dal caos.
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La terra trema – episodio del mare – venerdì 23 marzo 2018 ore 20.45
venerdì 16 marzo 2018, 21:01
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Italia   1948   157’
di: Luchino Visconti
con: Antonio Arcidiacono, Giuseppe Arcidiacono, Venera Bonaccorso, Nicola Castorino

Liberamente tratto da I Malavoglia di Verga. La storia di una famiglia di pescatori siciliani che nel tentativo di acquistare la barca perde la casa e si dispera. Gli attori, non professionisti, che parlano in siciliano stretto, rendono il film piuttosto difficile, anche se la bellezza delle immagini e la drammaticità della storia ne fanno uno dei capolavori della nostra cinematografia..
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In Another Country – venerdì 16 marzo 2018 ore 20.45
venerdì 09 marzo 2018, 21:53
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Da-reun na-ra-e-suh   Corea del sud   2012   88’
di: Hong Sang-soo
con: Isabelle Huppert, Kwon Hye Hyo, Jung Yu-mi, So-ri Moon, Moon Sung-keun

La spiaggia di Mohang è l’occasione per un’incursione nel surreale, terreno di elezione per Hong Sang-soo. Che si aiuta con poche e semplici frasi e luoghi, elementi della narrazione che il regista-demiurgo si diverte a scambiare e ricomporre in incastri ripetitivi con variazioni minime. Una donna francese alle prese con differenti tipologie, tutte ugualmente e palesemente stereotipate, di sudcoreani, come in un’astrazione di sceneggiatura, un esercizio di stile tra Queneau e lo Smoking/No Smoking di Resnais. E la cornice della storia – una sceneggiatura scritta da una ragazza con una donna francese come protagonista – rappresenta il distacco massimo dall’oggetto della narrazione e nel contempo l’esaltazione dello storytelling simmetrico e ricorsivo come forma d’arte. Simmetrico nella concatenazione di storie o di storia, una e trina, su una donna straniera che, per quanto colori, umore o vestiti possano mutare, resta sola, in cerca di salvezza o di un senso ultimo (il faro, il monaco) ma si smarrisce nel piccolo (il bagnino, l’ombrello smarrito). L’elemento straniero e perturbante permette a Sang-soo di insistere, ancor più del solito, sulla figura tragicomica del maschio coreano e della sua discutibile (ma efficace) arte seduttiva. Ma naturalmente In Another Country è anche un omaggio al cinema francese – da parte del più “francese” tra i registi sudcoreani – attraverso un’icona del medesimo come la Huppert, nonché un’occasione per tornare su temi che ormai sono quasi dei mantra più che dei topoi per un regista che ha fatto dell’autoreferenzialità (e della riduzione dell’intreccio a nonsense) la propria bandiera. Hong Sang-soo guarda alla nouvelle vague e a se stesso che osserva la nouvelle vague (come la Huppert amorevolmente ripresa di spalle mentre osserva l’orizzonte) in una messa in abisso autoriale che si dimostra più suggestiva con proporzione diretta rispetto alla propria artificiosità. Quasi un loop di situazioni palesemente stereotipate su seduzione e guerra dei sessi, maschi fedifraghi e attrazioni inspiegabili, che riprende anche iconograficamente Woman on the Beach per abbracciare il cinema francese, ricorrendo al meglio di quello sudcoreano (nel cast tanto la Moon So-ri di Oasis che la Yoon Yeo- jeong di The Housemaid).
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L’ isola nuda – venerdì 9 marzo 2018 ore 20.45
martedì 06 marzo 2018, 19:52
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Hadaka no shima   Giappone   1960   96’
di: Kaneto Shindô
con: Nobuko Otowa, Taiji Tonoyama, Masanori Horimoto, Shinji Tanaka

E’ la storia di due contadini che coltivano con fatica l’isoletta dove sono nati e cresciuti; il lavoro è massacrante e monotono, oltre che arido di soddisfazioni…
Giustamente il film è senza dialoghi: il dolore, la rassegnazione, la fatica, sono mute; il silenzio è la più commossa testimonianza di quella vita logorante, che ha senso soltanto nell’economia globale della natura.

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