E morì con un felafel in mano – 21.01.05
venerdì 21 gennaio 2005, 19:17
Filed under: Cinemapiù 22,Video

He Died with a Felafel in His Hand   Australia-Italia 2001 107’

di Richard Lowenstein
con Noah Taylor, Emily Hamilton, Romane Bohringer, Alex Menglet, Brett Stewart, Torqui Nelson, Sophie Lee

Un personaggio del film muore mangiando un felafel, la celebre polpetta mediorientale. È un episodio tragico in un impasto continuo di situazioni assurde e grottesche. Articolato in capitoli con tanto di didascalia introduttiva, E morì con un felafel in mano mette in scena le migrazioni di Danny (Noah Taylor), nevrotico aspirante scrittore sulla trentina, fra Brisbane, Melbourne e Sydney; le sue coabitazioni con individui regolarmente schizzati, la difficile relazione con l’amica/amante Sam (Emily Hamilton), gli incontri con profetesse dark (Romane Bohringer), neonazisti, poliziotti dal grilletto facile. Completamente alla deriva, Danny cerca di mettere assieme i frammenti della propria esperienza prima di cedere completamente al crollo nervoso; compito improbo, poiché l’assunto del film si può sintetizzare nel celebre aforisma sartriano “l’inferno sono gli altri”. La struttura narrativa è praticamente virtuale, mentre i personaggi entrano e escono di scena ciascuno con la propria eccentricità e le proprie ossessioni. Le città australiane sono rappresentate in maniera altrettanto estrema, fra la parodia della metropoli alla Miami Vice, l’angoscia kafkiana, la miseria materiale e morale, la pioggia che non concede tregua. Malgrado ciò, non mancano i momenti divertenti; anche se, sotto, serpeggia sempre un senso di atroce pessimismo. La bizzarria, si diceva, è il carattere dominante del film di Lowenstein. Anche se a tratti si smarrisce fra citazioni cinefile e omaggi incongrui a Jean-Luc Godard, E morì con un felafel in mano potrebbe diventare un filmcaso, perché racconta la disperazione, la perdita della rotta di una generazione che ricorda molto quella di un film come Trainspotting o quella anche se più piccola d’età di un film come L’odio.

la Repubblica, Roberto Nepoti

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L’ appartamento spagnolo – 07.01.05
venerdì 07 gennaio 2005, 19:16
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L’Auberge espagnole   Francia 2002 120’

dI Cédric Klapisch
con Romain Duris, Judith Godrèche, Audrey Tautou, Kelly Reilly, Kevin Bishop, Federico D’Anna, Cécile De France, Christian Pagh

A venticinque anni, un po’ incasinato e alla ricerca di un’identità, Xavier lascia la Francia per passare, grazie agli scambi Erasmus, un anno a Barcellona dove s’insedia in un appartamento già occupato da un eurogruppo studentesco: un italiano, un danese, un tedesco, una inglese, una belga e una andalusa. 7o lungometraggio (e il 3o distribuito in Italia) del 40enne C. Klapisch che l’ha anche scritto da accorto artefice di commedie che “continua a provocare disordine nel paesaggio del cinema francese. Tanto meglio.” (J.-C. Loiseau). È una commedia di gruppo divertente e spigliata, ben ritmata e orchestrata. Tra una strizzatina d’occhio a Gaudí e qualche cenno all’amore libero, fa passare con leggerezza un messaggio sull’accettazione delle differenze nazionali e culturali. Più di 3.000.000 di spettatori in Francia. Girato in DV.

Il Morandini 2004

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Cinemapiù 22
sabato 01 gennaio 2005, 09:05
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Il programma della rassegna 2005:

L’appartamento

  • 07.01.05 – L’appartamento spagnolo
  • 21.01.05 – E morì con un felafel in mano
  • 04.02.05 – Delicatessen
  • 18.02.05 – L’appartamento

     

    Il silenzio del mare

  • 04.03.05 – Respiro
  • 18.03.05 – Lezioni di piano
  • 01.04.05 – L’avventura
  • 15.04.05 – Il mistero dell’acqua
  • 29.04.05 – Un’estate d’amore
  • 13.05.05 – Il miracolo
  • 27.05.05 – Il silenzio sul mare
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