Paul, Mick e gli altri – 28.04.06
venerdì 28 aprile 2006, 19:05
Filed under: Cinemapiù 23,Video

The Navigators   GB-Germania-Spagna   2001   92’

di: Ken Loach
con: Joe Duttine, Steve Huison, Tom Craig, Dean Andrews, Venn Tracey, Sean Glenn

Sheffield, Yorkshire del Sud, 1995. Un vecchio deposito delle ferrovie britanniche è privatizzato. Una squadra di navigators – operai addetti alla manutenzione – che lavorano insieme da anni è suddivisa tra varie società: cassa integrazione, flessibilità nei licenziamenti, lavoro precario, ferie non retribuite, incentivi salariali di produttività. La generosità, la coerenza, l’insistenza sulla tematica della classe lavoratrice di K. Loach sono ripetitive soltanto in apparenza. Come mostra anche il tragico epilogo, qui il tono è più dolente e amaro. Grazie alla rinuncia agli effetti più emotivamente coinvolgenti, lo spettatore è lasciato libero di trarre conclusioni e giudizi. Al sobrio servizio di una sceneggiatura competente e precisa (scritta da Rob Dawber, ex “navigatore”, morto di cancro prima della fine delle riprese), Loach racconta la fase conclusiva dello sfaldamento sociale operato dai governi conservatori e consolidato da quello del laburista Tony Blair.

Il Morandini 2005

paul-mick-e-gli-altri.jpg



Mi piace lavorare (Mobbing) – 14.04.06
venerdì 14 aprile 2006, 19:03
Filed under: Cinemapiù 23,Video

Italia   2004   83’

di: Francesca Comencini
con: Nicoletta Braschi, Camille Dugay Comencini

I luoghi e i rapporti di lavoro sono scenografie, relazioni, gesti e declinazioni del potere dai quali il cinema italiano prende le distanze e per i quali, non trova, e spesso non cerca, le focali, le parole, i tempi e i tagli giusti. ll problema formale, stilistico, culturale connesso a questa frequente rimozione produttiva riguarda la questione del realismo e della realtà. Non si tratta di sostenere una vague di neorealismo postmoderno né di sollecitare una revisione tecnico-teorica dell’impressione di realtà al cinema, si tratta di non ignorare il reale come campo d’azione, di dinamiche pragmatiche e psicologiche, di riserva inesauribile di drammaturgie sociali. Francesca Comencini e i suoi collaboratori sono bravissimi nel mettere in scena una storia di mobbing che è un “montaggio” di tante vicende vissute e un ponteggio, avveduto e partecipe, tra documentario e finzione: attori e non attori, regia e pedinamento di azioni, copione ed esperienze personali rielaborate per la macchina da presa. L’editing della trama (Anna, donna sola con una figlia, vittima dell’emarginazione dell’organizzazione delle risorse umane dell’azienda in cui lavora) e la circolarità tra cinema e fuoricampo hanno un unico limpido punto di vista. ll lavoro continua a nobilitare le persone e a renderle meno fragili.

Film TV (17/2/2004), Enrico Magrelli

mobbing.jpg




arci