Tutta colpa di Voltaire – venerdì 27 gennaio 2012 ore 20.30
domenica 15 gennaio 2012, 18:22
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La faute à Voltaire   2000   124′
di Abdel Kechiche
con Elodie Bouchez, Sami Bouajila

Jallel e i suoi fratelli, i sans papiers. Una volta c’era il lucano Rocco nella Milano boom Anni Sessanta oggi c’è questo bravo ragazzo algerino che si trova a Parigi, strappa un permesso di soggiorno e poi finisce nella banale odissea quotidiana dei vu’ cumprà che vendono frutta e tulipani nei mezzanini del metrò. Dice il deb-regista Abdel Kechiche, premiato l’anno scorso a Venezia, che non esistono immigrati clandestini, ma soltanto esseri umani che cercano di sfruttare un diritto fondamentale quello di circolare liberamente. Un tema che il cinema tratta da sempre, basta ricordare America America di Kazan oppure il capolavoro letterario di Henry Roth Chiamalo sonno, ma oggi la libertà di circolare è messa a dura prova dal contrasto globalizzato tra i Nord e i Sud del mondo e il tema dell’immigrazione clandestina è all’ordine del giorno di qualsiasi governo, a partire dal nostro. Tutta colpa di Voltaire, al di là dell’ironia illuministica del titolo che denuncia il falso liberismo, ha un approccio molto umano al problema della convivenza nellíefficace descrizione di un qualunque povero Cristo che le tenta tutte per campare, ma che in Francia può in qualche modo essere aiutato anche dalle strutture e dal volontariato. Nel suo “albergo dei poveri” Jallel incontra, senza chiedere pietà allo spettatore, amici di ogni ordine, grado e follia, tenta di farsi sposare a scopo cittadinanza, va in clinica per depressione sotto falso nome e ne esce con una ninfomane patologica alle calcagna che non lo lascia più˘ vivere. Fino a quando un giorno, per caso, la polizia lo becca con i tulipani in mano e lo rispedisce a casa. La vita improvvisamente finisce con un foglio di via. Giusto? Il regista, attento al fattore umano e al piacere del racconto, riesce a suscitare simpatia e comprensione in un film in cui batte e si stupisce il cuore e non si sventolano ideali o partiti.
Maurizio Porro

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