My summer of love – venerdì 31 maggio 2013 ore 20.30
My Summer of Love Gran Bretagna 2004 86′
di Pawel Pawlikowski
con Nathalie Press, Emily Blunt, Paddy Considine, Dean Andrews
httpv://www.youtube.com/watch?v=YYMVJnk1kXY
Si incontrano, si studiano si amano. Che altro potrebbero fare due ragazze nello Yorkshire?
Tratto dall’omonimo romanzo di Helen Cross e diretto da Pawel Pawlikowski (Last Resort), il film è la cronaca di una tormentata educazione sentimentale, che sfiora il plagio. Durante una calda e molle estate in un assonnato e spettrale paesino dello Yorkshire, il motore emotivo della storia sono due fissazioni: il desiderio di identificarsi completamente con uníaltra persona e la fede. Due adolescenti, più creature della terra che del cielo, si incontrano e si scelgono, per solitudine, noia e curiosità.
Mona (Natalie Press) vive con il fratello, Phil (Paddy Considine), gestore di un pub convertitosi al fanatismo religioso, ed entra nell’orbita dalla ricca, viziata, trasgressiva Tamsin (Emily Blunt). Le due protagoniste (le giovani e sconosciute interpreti sono brave e convincenti nei rispettivi ruoli ed entrano nei ranghi delle possibili promesse del cinema britannico) e lo stonato e saturnino Phil si macerano in un’intossicazione estiva in cui l’amore e il credo corrono su binari paralleli. Tutti e tre aspettano una qualche opportunità di rinascita e la fine di quel ballo stagionale in un paesaggio senza tempo in cui la natura ha preso il sopravvento in un’età postindustriale.
Enrico Magrelli, FilmTV
Racconto d’estate – venerdì 17 maggio 2013 ore 20.30
Conte d’etè Francia 1996 113′
di Eric Rohmer
con Melvin Poupaud, Amanda Langlet, Aurèlia Nolin, Gwenaille Simon
httpv://www.youtube.com/watch?v=W3s6wWB_ycw
Racconto d’estate: un appuntamento volante su una spiaggia assolata.
17 luglio-5 agosto. Gaspard va al mare, sulla costa bretone. Si installa da solo nella casa di alcuni amici; poi va in spiaggia: una spiaggia affollata di adolescenti, di fronte a Saint-Malo. Gaspard è lì perché ha una specie di appuntamento con una fidanzata anch’essa più “probabile” che reale. Ma la ragazza non si fa vedere, e Gaspard passa il tempo intrecciando chiacchiere, passeggate, confidenze, con altre due coetanee incontrate sul posto. “Conte d’etè” sviluppa i temi de “Il raggio verde” portandoli però su direzioni diverse. Insomma si tratta di un classico rohmeriano, impeccabile, lieve, elegante come sempre. Rohmer è più cinico e i dialoghi del film sono molto meno casuali di quanto sembri in superficie.
Il coltello nell’acqua – venerdì 3 maggio 2013 ore 20.30
Nàz w wodzie Polonia 1962 94′
di Roman Polanski
con Leon Niemczyk, Jolanta Umecka, Zygmunt Malanowicz
httpv://www.youtube.com/watch?v=VmRWTEh_Lj4
In procinto di partire per un’escursione in barca, un giornalista sportivo e sua moglie caricano sulla loro auto un giovane autostoppista e gli propongono di restare anche per la gita del fine settimana. Inizia così una convivenza – lunga 24 ore – nell’angusto spazio di una barca a vela che si fa teatro dello scontro psicologico, verbale ma anche fisico, tra i due uomini, antagonisti in una lotta che pare avere come posta in gioco l’attenzione della donna, osservatrice muta della disputa virile.
A tutti i costi i due vogliono dimostrare (all’altro, alla donna e soprattutto a se stessi) la propria superiorità: il modello familiare medio-borghese si contrappone allora alla spensieratezza e allo spirito d’avventura giovanile attraverso la contesa dei due “oggetti” ambiti: il coltello e la donna. Nello spazio ristretto e sospeso dell’imbarcazione, un microcosmo isolato e lontano dalla vita civile, gli impulsi e le passioni più profonde e basse dell’uomo vengono a galla più facilmente, dando vita a una parabola sulla natura umana, sugli istinti e sulle tensioni sociali e sessuali che la governano.
Al suo primo lungometraggio Polanski riesce così, con una disarmante semplicità di mezzi (una barca e tre personaggi), a costruire un’opera simbolica, densa di significati ed esteticamente raffinata (il bianco e nero fortemente contrastato, le inquadrature ardite e gli scorci inusuali). Quelle che saranno le atmosfere inquietanti e sinistre della sua futura filmografia si manifestano già in questa semplice storia tutta giocata sullo scontro psicologico e dialettico, in cui la tensione è sempre calibrata al punto giusto, pronta a esplodere da un momento all’altro. A posteriori, tipicamente polanskiana. Candidato all’Oscar come miglior film straniero (è stato girato in Polonia) nel 1963.
Assemblea soci 2012
lunedì 08 Aprile 2013, 16:51
Filed under:
Arci
Siete invitati al consueto appuntamento annuale del circolo, per fare un bilancio di quanto è stato fatto nel 2012 e per proporre l’attività 2013.
L’assemblea dei soci 2012 si terrà giovedì 11 aprile 2013 alle ore 19.30 in prima convocazione, ed alle 20.30 in seconda convocazione, presso la sede del circolo, sala 5 del centro civico Primo Levi in via Trieste 12 a San Canzian d’Isonzo, con il seguente ordine del giorno:
1. Relazione attività svolta nel 2012 ed approvazione relativo bilancio consuntivo
2. Attività programmata per il 2013 ed approvazione relativo bilancio preventivo
3. Rinnovo cariche sociali
4. Varie ed eventuali
L’estate di mio fratello – venerdì 19 aprile 2013 ore 20.30
Italia 2005 80′
di Pietro Reggiani
con Tommaso Ferro, Pietro Bontempo, Maria Paiato, Davide Veronese
httpv://www.youtube.com/watch?v=nHGJvVSdb1Q
Finalmente nelle sale, grazie a SelfCinema, il vincitore del Bergamo Film Meeting 2005.
Per dire della tragica situazione del nostro cinema (produzione ai minimi storici e una distribuzione che non riesce e non vuole filtrare il nuovo) ecco un bell’esempio: L’estate di mio fratello, esordio nel lungometraggio di Pietro Reggiani, vincitore del Bergamo Film Meeting 2005 e apprezzato in mezzo mondo in festival e rassegne, ha dovuto aspettare due anni esatti per vedere la luce di qualche sala.
E badate bene: non grazie a una distribuzione tradizionale, ma per i meriti dell’Associazione SelfCinema (vedi anche scheda di Le ferie di Licu). Ora che è in giro, non lasciatevelo scappare, perchÈ Reggiani costruisce attorno a un bambino una vicenda ai limiti dell’horror intimista, che ricorda un vecchio e bel film di Robert Mulligan, Chi è l’altro? Contrappuntato da un uso intelligente e funzionale di brani classici, si muove nell’Italia d’inizio anni 70, quando – durante l’estate – la famiglia di Sergio si trasferisce in campagna per decidere se tenere o meno il bambino o la bambina che la madre del ragazzino porta in grembo. Un grembo che si materializzerà nelle fantasie di Sergio, nelle sue proiezioni d’amore. Un film geometricamente perfetto.
di Aldo Fittante, FilmTV
Y tu mama tambien – Anche tua madre – venerdì 5 aprile 2013 ore 20.30
Y tu mamá también 2001 105′
di Alfonso Cuarón
con Diego Luna, Gael García Bernal, Maribel Verdù, Diana Bracho
httpv://www.youtube.com/watch?v=3Qg6n7V3kO4
Quello verso la Bocca del Cielo, una spiaggia isolata e bellissima, non frequentata dai “fighetti saccopelisti” (parole di uno dei protagonisti) che dicono di conoscere il Messico solo perché fanno il bagno a Puerto Escondido, è l’ultimo viaggio, prima della stagione adulta, di Julio (il Gael García Bernal dell’ottimo “Amores Perros”) e Tenoch. Classi sociali differenti, in piena tempesta “ormonale” scomposta, abituati a sfidarsi in gare di nuoto, a masturbarsi all’unisono sui trampolini di una piscina, i due ragazzi affrontano, con incosciente allegria e un discreto tasso alcolico, corretto con erbe e pasticche, l’attesa del ritorno delle loro fidanzatine da una vacanza in Italia. Coinvolgono nel loro viaggio, con un itinerario confuso e improvvisato, Luisa (la spagnola Maribel Verdù, uno splendido corpo d’amore, di fatto, e per necessità di copione), immalinconita dall’ennesimo tradimento del marito e con un referto medico di cui il film non svela i dettagli, ma che lascia pochi dubbi. Il caldo, gli spinelli, le lunghe ore in automobile favoriscono confidenze sempre più intime e rivelazioni spudorate. Al di là dei finestrini scorre un paesaggio affascinante, la polizia continua a fare controlli e un uso intelligente della voce fuori campo non cuce i pezzi, non raccorda la storia: chiosa l’identità dei vari personaggi e ne anticipa il “futuro”. Per il suo “ritorno” in Messico, Alfonso Cuarón gira una buona commedia “on the road”, con retrogusto amarissimo. Perfette l’alchimia e l’intesa tra i tre protagonisti, rilassato e non compiaciuto, l’ilare intrattenimento sui discorsi e sulle scene di sesso.
Giancarlo Zappoli