Sorrisi di una notte d’estate – venerdì 14 dicembre 2012 ore 20.30
Sommarnattens leende Svezia 1955 110′
di Ingmar Bergman
con Ulla Jacobsson, Eva Dahlbeck, Harriet Andersson, Gunnar Bjırnstrand
httpv://www.youtube.com/watch?v=RGaDS6W6Bag
Fredrik Egerman, un noto avvocato, ha sposato una donna giovanissima, Anne cui fa un po’ di corte il nipote di Fredrik, Henrik. Fredrik ne è un po’ geloso e si consola con Desiree un’attrice sua ex-amante (dalla quale ha avuto un figlio). L’attrice è attualmente l’amante del conte Malcolm la cui moglie, la contessa Charlotte, si allea con Anne per la riconquista dei rispettivi mariti. Durante una cena, e la successiva nottata, grazie ad una magica atmosfera, tutto andrà a posto. Fu il film che rivelò il talento di Bergman, quando, nel 1956, venne premiato a Cannes. Si tratta di un film a metà tra la commedia elegante e il dramma, che mescola sapientemente la leggerezza shakespeariana del testo alla grazia ophulsiana della messa in scena.
Stand by me – Ricordo di un’estate – venerdì 30 novembre 2012 ore 20:30
Stand by Me USA 1986 96′
di Rob Reiner
con Wil Wheaton, River Phoenix, Kiefer Sutherland, Richard Dreyfuss
httpv://www.youtube.com/watch?v=FUVnfaA-kpI
Estate del 1959, nell’Oregon. Quattro ragazzini partono per un’escursione di cinquanta chilometri lungo la ferrovia, affrontando varie avventure e scoprendo il cadavere di un ragazzo scomparso giorni prima.
Da un racconto (The Body, 1982) di Stephen King, sceneggiato da Raynold Gideon e Bruce A. Evans, nominati all’Oscar, uno dei film più belli sull’adolescenza degli anni ’80, nel miracoloso equilibrio della memoria tra sentimento e avventura. Sarebbe piaciuto a Truffaut. Bravissimi i quattro ragazzini. Fotografia stupenda di Thomas Del Ruth. Musica: Jack Nitzsche con la canzone “Lollipop”. Il titolo è lo stesso di una canzone di Ben E. King.
Il Morandini
cinemapiù 30 – racconti d’estate


tutte le proiezioni avranno luogo presso la sala maggiore del centro civico Primo Levi di San Canzian d’Isonzo con inizio alle ore 20:30
ingresso libero
Frozen River – Fiume di ghiaccio – venerdì 01.06.2012 ore 20.30
Frozen River USA 2008 98′
di Courtney Hunt
con Melissa Leo, Michael O’Keefe, Misty Upham
httpv://www.youtube.com/watch?v=7K4C8PzXcr0
In una zona a nord dello Stato di New York, al confine col Canada e con una riserva dei Mohawk, Ray Eddy vive con due figli e ha una casa prefabbricata da pagare a rate. Ha un lavoro saltuario e un marito scappato con il gruzzolo familiare. Convinta da una pellerossa emarginata, comincia a trasportare, nascosti nel bagagliaio dell’auto, immigrati clandestini attraverso il fiume ghiacciato San Lorenzo, favorita dal fatto che è bianca. Premiato al Sundance e a San Sebastian, vincitore al Noirfestival di Courmayeur, è stato definito da Tarantino il miglior thriller del 2008, ma quella dell’azione è solo la scorza di un film indipendente d’autore, girato in 4 settimane sotto zero, all’insegna di un microrealismo onesto, sincero e autentico in chiave femminile. Non a caso ebbe 2 candidature agli Oscar per la sceneggiatura (della stessa regista esordiente) e per l’attrice protagonista, una Leo con uno di quei volti forti, segnati dalle rughe, che raramente si vedono al cinema. Paesaggi e sentimenti contano come e più dell’azione. E c’è, nonostante tutto, una porta aperta alla speranza nel futuro.
Il Morandini
Da quando Otar è partito – venerdì 18.05.2012 ore 20.30
Depuis qu’Otar est Parti Francia 2003 102′
di Julie Bertucelli
con Dinara Drukarova, Esther Gorintin, Nino Khomasuridze
httpv://www.youtube.com/watch?v=C3E2O1txBPA
Tre donne sole e il gioco di una bugia pietosa Da quando Otar è partito è un esordio registico di straordinaria finezza. Dopo aver trascorsi sei mesi in Georgia per lavorare con Iosseliani, la documentarista Julie Bertuccelli ha fatto di quel lontano Paese la sua seconda patria. Ci trasporta infatti a Tbilisi, antica capitale immersa in un’atmosfera dolcemente provinciale, nella casa dove vivono tre rappresentanti di altrettante generazioni: nonna, mamma e nipote. Ovvero Eka (la novantenne polacca Esther Gorintin), Marina (la georgiana Nina Khomassouridze) e Ada (la russa Dinara Droukarova). La vecchia, che si sbilancia in sortite paradossalmente staliniste, è tutta presa dalla nostalgia del figlio Otar, emigrato a Parigi, e vive in attesa di ricevere posta. Marina ha incontrato difficoltà ad adattarsi alla nuova realtà; e Ada coltiva una segreta voglia di fuga. Purtroppo Otar (che non si vede mai) muore in un incidente sul lavoro e la giovane, non trovando né lei né la madre il coraggio di raccontarlo a Eka, comincia a scrivere delle false lettere a firma dello zio. La menzogna regge fino al giorno in cui la nonna, ansiosa di rivedere il figlio, vende la preziosa biblioteca di famiglia e acquista tre biglietti aerei per Parigi. A sorpresa lo scioglimento rovescia il gioco della bugia pietosa: sarà Eka a inventarne una per proteggere dal dolore le congiunte; e dopo l’intermezzo parigino, a Tbilisi torneranno solo in due. Sfiorata la tragedia, lo stupendo racconto si conclude con una schiarita di stoico ottimismo.
Terra di mezzo – venerdì 04.05.2012 ore 20.30
Italia 1997 78′
di Matteo Garrone
con Paola Barbara, Sylvia Pascal, Ahmed Mahgoub, Euglen
httpv://www.youtube.com/watch?v=PBaetBFl2Bk
Tre episodi, ambientati nella cintura periferica di Roma, con immigrati (prostitute nigeriane, giovani albanesi in caccia di un lavoro qualsiasi, un egiziano che di notte si trasforma in benzinaio abusivo) che cercano di sopravvivere. 1° film di Garrone, nato, al pari di Libera di P. Corsicato, come cortometraggio (il 1° episodio, premiato al Sacher Festival di Roma) cui sono stati aggiunti gli altri due. Sono legati da una evidente coesione di un cinema dell’attesa e della sospensione, stilisticamente giocato a cavallo tra documentario e finzione, tra esterni e interni, tra luoghi pubblici e luoghi privati. “Terra di mezzo esiste in questi scarti (dentro/fuori, documento/finzione) che producono sbilanciamenti e caratterizzazioni. Storie stra/ordinarie” (G. Gariazzo). Una nuova via per un cinema del/sul sociale ancora tutta da percorrere di cui non si vedono i traguardi. 1° premio al Sulmona Cinema Festival.
Il Morandini