La poesia dell’universo: Franco Piavoli VENERDI’ 4 NOVEMBRE 2022 ore 20.45
IL PIANETA AZZURRO
Italia 1982 90’
di: Franco Piavoli

In Val Bruna l’uomo e la natura convivono ancora in maniera tutto sommato armonica. La vita si risveglia dai rivi e dai boschi, gli insetti e i piccoli animali vedono un nuovo giorno sorgere, l’uomo compare impegnato a coltivare una terra che dà frutti sani e abbondanti. Il sole compie il suo giro e lascia spazio alla notte, così come la primavera e l’estate cedono il passo all’autunno, con il riposo dell’ambiente e degli strumenti dei contadini e la nebbia che risale le valli. Fu Silvano Agosti a regalare a Franco Piavoli la cinepresa e la pellicola per girare Il pianeta azzurro, il suo primo lungometraggio. Per due anni il regista, con pochi collaboratori, ha ripreso il ciclo delle stagioni, l’eterna meraviglia della rinascita e del consumarsi della vita, indagando le consonanze e i riconoscimenti tra il mondo naturale e la vita umana, fatti entrambi di amori, nascita, morte, rigenerazione, dolore. Film di luminosa contemplazione, documentario che costruisce la sua narrazione sulla naturale giustapposizione delle immagini: Piavoli posa il suo sguardo delicato e partecipe sui più arcaici e immutabili fenomeni, stringe sul microscopico e allarga il campo alla distesa varia e infinita del paesaggio. Un film poetico e prezioso. Presentato in concorso alla Mostra di Venezia; Nastro d’argento a Piavoli come miglior regista esordiente.
Longtake
Omaggio a Jean-Luc Godard VENERDI’ 21 OTTOBRE 2022 ore 20.45
QUESTA E’ LA MIA VITA
Vivre sa vie
Francia 1962 85’
di: Jean-Luc Godard
con: Anna Karina Saddy Rebbot André Labarthe Guylaine Schlumberger Brice Parain Peter Kassowitz

Film in dodici quadri “pensato, dialogato, girato, montato, in breve: diretto da J-L Godard”, Questa è la mia vita (pedestre titolo italiano che spezza la rotonda ambiguità di Vivre sa vie) è una bruciante riflessione sulla natura e sui limiti della rappresentazione cinematografica. L’autentico protagonista del film non è Nanà (un’Anna Karina in stato di beatitudine) né, più ampiamente, il fenomeno della prostituzione nella Parigi dei primissimi anni Sessanta, ma il linguaggio: il linguaggio come strumento e calco del pensiero, il linguaggio come sistema di rappresentazione, il linguaggio come luogo di ricerca e sperimentazione. Godard mette in scena la vicenda di Nanà – giovane impiegata che finirà per prostituirsi ed essere accoppata durante uno scontro a fuoco tra macro – impiegando una serie impressionante di soluzioni espressive: inquadrature fisse impassibili, rapide panoramiche orizzontali, carrellate laterali e semicircolari, lunghissimi piani sequenza, camera car “perlustrativi”, jump-cut a raffica, riprese documentaristiche, soggettive “danzanti”, interpellazioni e oggettive irreali. Insomma, non c’è figura del linguaggio cinematografico che non faccia la sua comparsa nel film. Godard, è lampante, sta cercando di rispondere a una domanda cruciale: qual è il modo giusto per rappresentare la vita? Come si fa riformulare cinematograficamente la realtà senza tradirla? Ogni scelta è a rischio di errore e menzogna, ovviamente, e il filosofo Brice Parain ricorda a Nanà (e allo spettatore) che nel linguaggio menzogna ed errore sono pressoché inscindibili e indiscernibili. Evidentemente a Godard preme moltissimo trovare le parole cinematografiche “giuste”, quelle che riescano ad esprimere esattamente ciò che vogliono significare, senza ferire, senza straziare. Ma l’esattezza linguistica presuppone una pratica costante, un esercizio continuo, una ricerca instancabile: consapevole della fallibilità della sua sperimentazione, in Vivre sa vie Godard esplora problematicamente tutte (o quasi) le soluzioni espressive che il linguaggio cinematografico gli mette a disposizione. C’è un che di struggente, di commovente in questa sperimentazione, come se accanto alla coscienza positiva della ricerca fosse sempre viva e palpabile una contrastante tensione negativa, come se la fiducia dell’impresa fosse accompagnata da un sotterraneo brivido di sfiducia: la moltiplicazione delle opzioni linguistiche non rischia forse di disintegrare l’unità dell’idea di partenza? La proliferazione delle soluzioni espressive non condanna forse alla parzialità, alla relatività dei punti di vista? La soluzione inevitabilmente provvisoria e incompleta offerta da Godard è uno splendido film in dodici quadri che aspira all’assolutezza della rappresentazione (l’espressione assolutamente adeguata alla vita stessa), enunciandone e denunciandone paradossalmente l’impossibilità: “Volevo dire questa frase con un’idea precisa e non sapevo quale fosse la maniera migliore di esprimere quest’idea. O meglio, lo sapevo ma adesso non lo so più, mentre, appunto, dovrei saperlo”. Parola di Nanà.
Mymovies.it, Alessandro Baratti
Ammore e malavita – venerdì 20 maggio 2022 ore 20.45
Italia 2017 134’
di: Antonio Manetti, Marco Manetti
con: Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso, Raiz, Franco Ricciardi
httpv://www.youtube.com/watch?v=9HMd5SGOUyE
Da Scampia a Posillipo, passando per il rione Sanità e il porto di Pozzuoli, Napoli nel film dei Manetti agisce come un’amante: stordisce e innamora. E gli amanti sono il cuore e la voce di Ammore e malavita, dove la parola canta e le canzoni recitano, celebrando Napoli, il suo splendore e le sue miserie, la sua umanità irriducibile e barocca. … Teatro en plein air, Napoli è per la seconda volta protagonista del cinema degli autori romani (Song’e Napule), concentrato sulla lingua, il gesto, la tradizione popolare, il sottogenere, la performance e rielaborato in qualcosa che avvicina il concetto di opera d’arte totale. Un’esperienza pre-estetica dell’espressione artistica in cui ogni manifestazione umana è fusa insieme. Musica, danza, pittura, scultura, narrazione, teatro, cinema, recitazione si fondono in maniera indistinta e primordiale nella sceneggiata sentimentale dei Manetti, liberando a pieno campo la creatività da ogni forma di costrizione dei singoli mezzi espressivi. …
Mymovies.it
Napoli velata – venerdì 13 maggio 2022 ore 20.45
Italia 2017 113’
di: Ferzan Ozpetek
con: Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Anna Bonaiuto, Peppe Barra, Biagio Forestieri
httpv://www.youtube.com/watch?v=NEbq6Z688Sw
In una Napoli sospesa tra magia e sensualità, ragione e follia, un mistero avvolge l’esistenza di Adriana, travolta da un amore improvviso e un delitto violento. Questo racconta il film di Ferzan Ozpetek Napoli velata. Protagonista del film, Giovanna Mezzogiorno deve vedersela proprio con la città di Napoli, che assurge in primo piano col suo potenziale esplosivo, la sua straordinaria energia linguistica, le sue contraddizioni interne. Così la religiosità popolare, nelle sue forme più esasperate (culti, icone, maschere, santini), in Napoli Velata si coniuga con un sostrato pagano che accorda in modo ribaldo le tradizioni folcloriche antiche e moderne. Mescolando i generi ma privilegiando l’approccio plastico a tutto tondo del melodramma, il regista traduce la forza dirompente della città in una struttura narrativa che intreccia fili in profondità. Inscritto nel quadro di un’indagine poliziesca, ma mai realmente interessato al suo intrigo, il film coglie e rende visibili i flussi emotivi della sua protagonista e le correnti passionali che legano i personaggi agli amanti. Al ruolo virile e fragile di Alessandro Borghi replica il corpo assediato di Giovanna Mezzogiorno, nuovamente musa di Ozpetek.
Mymovies.it
Achille Tarallo – venerdì 6 maggio 2022 ore 20.45
Italia 2018 103’
di: Antonio Capuano
con: Biagio Izzo, Ascanio Celestini, Tony Tammaro
httpv://www.youtube.com/watch?v=9lqAKjmgfFo
Antonio Capuano è fin dagli anni Novanta autore di film drammatici come Vito e gli altri, Pianese Nunzio, Luna Rossa e La guerra di Mario, e anche i suoi titoli più recenti, come L’amore buio e Bagnoli Jungle, hanno trattato temi impegnati in toni dolorosi. È dunque una sorpresa questa commedia farsesca che mette affettuosamente alla berlina la napoletanità in tutte le sue accezioni più folkloristiche: e la costruzione dei personaggi principali è strepitosa, perché generata da un’idea e una scrittura (entrambe dello stesso Capuano) precise ed esilaranti, e ottimamente servita da un cast che aderisce allo spirito dissacrante della storia. Biagio Izzo trova in Achille Tarallo il ruolo di una vita, e lo interpreta regalandogli mille sfumature senza mai privarlo di quella dolorosa umanità che fa di Achille non un modello di virtù, ma un antieroe cui è facile affezionarsi. …
Mymovies.it
SOSPENSIONE RASSEGNA
A seguito dell’emanazione del DPCM 8/3/2020 recante ulteriori misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale, vi informiamo che la rassegna di Cinemapiù è da ora sospesa fino ad altra comunicazione.