Uomini e donne: istruzioni per l’uso – venerdì 24 marzo 2017 ore 20.45
Hommes, Femmes: Mode d’Emploi Francia 1996 122’
di: Claude Lelouch
con: Fabrice Luchini, Alessandra Martines, Bernard Tapie, Pierre Arditi, Ticky Holgado
httpv://www.youtube.com/watch?v=uc_Z1fP3ZwI&t=69s
Fabio Lini è un poliziotto con velleità attoriali. Benoit Blanc è un industriale spregiudicato costantemente a caccia di prede femminili. Avendo entrambi disturbi di stomaco debbono sottoporsi a una Tac. È la dottoressa Nitez ad occuparsene e, una volta ottenuta la diagnosi, a vendicarsi dell’infedeltà di Blanc. Il metodo: lo scambio dei referti che cambia in maniera determinante la vita dei due protagonisti. Claude Lelouch non pone mai ne al tentativo di stupire (e anche scandalizzare) l’establishment critico da sempre a lui pregiudizialmente avverso. Questa volta lo fa scritturando Bernard Tapie. Ministro durante la presidenza di Mitterrand all’epoca pesa su di lui una condanna a due anni per corruzione. Cosa di meglio per scatenare le polemiche? Ma Tapie sa davvero recitare e regge bene il confronto con un attore di qualità come Fabrice Luchini. Questa volta in gioco ci sono letteralmente le vite, la paura della malattia e della morte. Ma anche questa viene esorcizzata con il cameo role di una Anoukl Aimee colta come vedova in gramaglie impegnata a turlupinare anziani facoltosi in visita al cimitero. L’ironia basata sulle false illusioni (della salute per l’uno, della malattia per l’altro) si estende alle cinematografie. Alla domanda sul perché il cinema made in Usa abbia il successo che ha a detrimento di quello francese la risposta è semplice quanto tagliente: “Perché loro raccontano piccole storie con grandi mezzi. Noi raccontiamo grandi storie con pochi mezzi minuscoli”. Giancarlo Zappoli
Potiche – La bella statuina – venerdì 17 marzo 2017 ore 20.45
Potiche Francia 2010 103’
di: François Ozon
con: Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Fabrice Luchini
httpv://www.youtube.com/watch?v=Qa_bgKGZlp4&t=36s
Costretta in una gabbia dorata da un marito fedifrago, Suzanne da oggetto ornamentale (il termine potiche del titolo è un vaso privo di valore che ha il solo scopo di arredare) diventa soggetto divorante, capace di muovere i fili di una deflagrazione e “seppellire” (in casa) un marito incapace di arginarla. Fuori dalla dimensione domestica, dove Ozon fa respirare la pièce di Barillet e Grédy, la Suzanne della Deneuve recupera l’aura della droga che fu, aggirando questa volta il prezzo da pagare per chi infrange l’ordine che la recintava. …
Moliere in bicicletta – venerdì 10 marzo 2017 ore 20.45
Alceste à Bicyclette Francia 2013 104’
di: Philippe Le Guay
con: Fabrice Luchini, Lambert Wilson, Maya Sansa
httpv://www.youtube.com/watch?v=cY_cR44ojEU&t=48s
Serge ha abbandonato la carriera d’attore per ritirarsi in una casetta sull’Île de Ré, dove vive come un eremita. A interrompere il suo burbero isolamento arriva Gauthier, amico e collega sulla cresta dell’onda, che gli propone di recitare insieme a teatro Il misantropo di Molière. Serge è scettico, ma chiede a Gauthier di restare qualche giorno per provare entrambi la parte del protagonista, Alceste. L’amicizia ritrovata, la poesia di Molière e l’incontro inaspettato con una donna italiana, Francesca, sembrano restituire a Serge la gioia di vivere, ma i rapporti tra i tre si riveleranno meno facili del previsto…
L’odio – venerdì 24 febbraio 2017 ore 20.45
La Haine Francia 1995 95’
di: Mathieu Kassovitz
con: Mathieu Kassovitz, Philippe Nahon, Vincent Cassel, Karim Balkhandra, Benoît Magimel
httpv://www.youtube.com/watch?v=M2Wl4li8TFo
Venti ore – una giornata balorda e una notte brava – nella vita di tre giovani proletari – un bianco ebreo, un maghrebino e un africano – alla deriva tra il quartiere di Muguets, a 30 km dalla torre Eiffel, e il centro di Parigi. Nel loro vagabondare c’è disperazione, rabbia, odio. Capofila dei film di banlieu – tendenza del cinema giovane francese alla metà degli anni ‘90 che racconta la lacerata realtà della periferia metropolitana – i suoi meriti sono soprattutto stilistici: attori, dialoghi incalzanti a ritmo di rap (che traduzione e doppiaggio italiano faticano a seguire), musica reggae, sapiente costruzione drammatica, abilità nelle digressioni, bianconero sporco e allucinato. Premio della regia a Cannes, 2 milioni di spettatori in Francia.
Il Morandini
Il suo nome è Tsotsi – venerdì 17 febbraio 2017 ore 20.45
Tsotsi Gran Bretagna/Sudafrica 2005 91’
di: Gavin Hood
con: Presley Chweneyagae, Mothusi Magano, Israel Makoe, Percy Matsemela, Jerry Mofokeng
httpv://www.youtube.com/watch?v=rjxLQPumRpc
”Tsotsi” significa “bandito” nel linguaggio di strada nella periferia di Johannesburg. Tsotsi è il soprannome di un ragazzo di 19 anni che ha rimosso ogni ricordo del suo passato, compreso il suo vero nome. Tsotsi conduce una vita all’insegna della violenza; riempie di botte un compagno della sua gang perché gli fa troppe domande, ruba un’automobile, ferendo la donna che la guidava, ma scopre sul sedile posteriore la presenza di un neonato. A modo suo Tsotsi incomincerà a prendersi cura di lui.
Alessandra Montesanto
DOCUMENTARI MANGINI + LA RICOTTA + LA TERRA VISTA DALLA LUNA – venerdì 10 febbraio 2017 ore 20.45
Ignoti alla città 1958 11’ Stendalì 1960 11’ La canta delle marane 1962 10’
di: Cecilia Mangini
Cecilia Mangini (Mola di Bari, 1927) è stata la prima donna che in Italia ha osato mettersi dietro la macchina da presa per documentare la storia del nostro paese a partire dal secondo dopoguerra. Fotografa, saggista, sceneggiatrice e regista, Cecilia Mangini ha dedicato la sua vita al cinema militante, un aggettivo che oggi (sono parole sue) ‘sembra quasi una parolaccia’. Alla fine degli anni Cinquanta, in un mondo pressoché totalmente presidiato da uomini, il produttore Lucisano le propone di girare un documentario e lei sceglie di raccontare una realtà scomoda, insieme a un autore altrettanto scomodo, Pier Paolo Pasolini; nascono così Ignoti alla città, Stendalì, La canta delle marane. In pochi minuti questi documentari condensano la poetica che orienterà la produzione di Cecilia: dare voce a coloro che vivono ai margini, mostrare la desolazione della campagna devastata dal cemento delle periferie, registrare gli ultimi istanti di vita dei rituali della cultura contadina e pre-cristiana, spazzata via dall’avvento della civiltà industriale e dei consumi.
httpv://www.youtube.com/watch?v=y7HSttnxnag
La ricotta Episodio di Ro.Go.Pa.G Italia/Francia 1963 35’
di: Pier Paolo Pasolini
con: Orson Welles, Mario Cipriani, Laura Betti
Un cattivissimo Orson Welles sta girando nella campagna romana una kolossal biblico in cui ricostruisce, come tableau vivent la Deposizione del Rosso Fiorentino. A impersonare la figura di uno dei ladroni viene reclutato un proletario, di nome Stracci, dalla fame atavica. L’improvvisa abbondanza di ricotta gli procura un’indigestione fatale.
La terra vista dalla luna
Episodio di Le Streghe Italia/Francia 1967 31’
di: Pier Paolo Pasolini
con: Totò, Ninetto Davoli
Tutto inizia in un piccolo cimitero di periferia, dove Ciancicato Miao (Totò) e suo figlio Baciù (Ninetto Davoli), due uomini dai capelli color rame che vivono in una dimensione temporalmente non definita, piangono la morte della madre e moglie Crisantema. Brava moglie e massaia, come sottolineato dalla statua presente sulla tomba (lei con il mattarello in mano), morta per ingestione di funghi tossici. Appena finito il lamento funebre, i due si rendono subito conto del fatto che Totò, impiegato comunale, non troppo vecchio e con casa di proprietà, potrebbe ancora incontrare un’altra moglie. «Pier Paolo Pasolini ha realizzato, con l’episodio La terra vista dalla luna, il momento fino ad ora più inedito, più singolare dell’intera sua traiettoria cinematografica. Chi nutrisse ancora dubbi su quale debba essere oggi considerato l’uomo di punta del cinema italiano, può accantonarli tranquillamente».