{"id":367,"date":"2009-05-14T23:22:50","date_gmt":"2009-05-14T21:22:50","guid":{"rendered":"http:\/\/ecuriel.netsons.org\/?p=367"},"modified":"2009-05-14T23:22:50","modified_gmt":"2009-05-14T21:22:50","slug":"madre-e-figlio-22052009-ore-2030","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=367","title":{"rendered":"Madre e figlio &#8211; 22.05.2009 ore 20.30"},"content":{"rendered":"<p><em>Mutter und Sohn\/Mat&#8217; i syn\u00a0\u00a0 Germ.-Russ.\u00a0\u00a0\u00a0 1997\u00a0\u00a0 73&#8242;<br \/>\ndi Aleksandr Sokurov<br \/>\ncon Gudrun Geyer, Aleksej Ananischnov<br \/>\n<\/em>Madre e figlio \u00e8 davvero un film raro, anzi rarissimo. Non capita spesso di incontrare un film cos\u00ec &#8220;insolitamente&#8221; vibrante, semplice e prezioso.<br \/>\nAlexandr Sokurov non \u00e8 certo alle prime prove con la macchina da presa, ha gi\u00e0 realizzato documentari e ben dieci lungometraggi, ma a dire il vero Madre e Figlio potrebbe sembrare un&#8217;opera prima, una prima prova d&#8217;autore. In qualche modo c&#8217;\u00e8, in questo film, una tale ricerca estetica, una cos\u00ec grande e viva tensione lirica come non sempre ci si aspetta da un cineasta all&#8217;opera da pi\u00f9 di vent&#8217;anni. Non \u00e8 certo Alexandr Sokurov uno di quei registi che appena dopo un paio di buone prove si adagiano su un proprio stile che presumono consolidato e ormai praticamente perfetto. Madre e Figlio \u00e8 un film frutto di una ricerca mai interrotta e di riflessioni che vanno lungo tutto l&#8217;arco di una vita.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=et1XK0sOUN8\">httpv:\/\/www.youtube.com\/watch?v=et1XK0sOUN8<\/a><\/p>\n<p>I due protagonisti sono gli unici personaggi, una madre e un figlio. Vivono in un paese russo che potrebbe essere qualunque luogo in un tempo indefinibile, oggi come all&#8217;inizio della storia dell&#8217;uomo, la loro storia \u00e8 una storia di sempre, vera da quando c&#8217;\u00e9 l&#8217;uomo e vera fino a quando l&#8217;uomo ci sar\u00e0. Sokurov racconta delicatamente e quasi pudicamente il loro legame d&#8217;amore, un legame primordiale appunto, che sempre si perpetua, un legame imprescindibile pi\u00f9 forte della vita e della morte.<br \/>\nLa madre sta morendo in una casa vuota, buia e condivide questi ultimi momenti con il figlio amorevole. Lui la accudisce, la cura, la porta in braccio tra i boschi l\u00ec intorno per farle sentire l&#8217;aria e vedere il cielo, bench\u00e9 sia sempre grigio, ancora una volta. Nell&#8217;approssimarsi della morte il figlio si allontana, sa che quando torner\u00e0 la madre probabilmente la madre sar\u00e0 morta. Il suo vagare, il momento in cui si ferma, abbraccia un albero e piange, il modo in cui osserva le cose della natura quasi a chiedergli un perch\u00e9, tutto questo \u00e8 semplicemente poesia.<br \/>\nLa macchina da presa indugia sui volti, i lineamenti dei corpi, li esalta, per meglio dire li sottolinea, ce li fa contemplare per diversi minuti e ci sembra di non vedere un film, piuttosto delle tele di pittura romantica nord-europea. La fotografia \u00e8 livida e a tratti opaca, le immagini della madre morente nel letto o del figlio in un prato sono allungate e davvero irreali. La natura \u00e8 viva, sembra avere un&#8217;anima, \u00e8 irreale anch&#8217;essa, ma viva. La regia di Sokurov coglie immagini, ferma momenti dipinti di rara bellezza. I dialoghi sono ridotti quasi a nulla, tutte le parole non dette finiscono per far risaltare ancora di pi\u00f9 l&#8217;intensit\u00e0 dei sentimenti tra i due.<br \/>\nSokurov con il suo film ha voluto riflettere proprio sull&#8217;amore che salda i legami tra una madre e il figlio. Certamente il tema non \u00e8 nuovo nel cinema, ma \u00e8 difficile ricordare quando con il cinema si \u00e8 arrivati a tanta emozione e bellezza per raccontare una madre e un figlio. Nell&#8217;impegno che mette per assistere la madre, il figlio \u00e8 quasi un eroe, quello stesso eroe austero e silenzioso e segnato da un destino di allontanamento dagli affetti che vive in numerose pagine di letteratura russa, un eroe che dica di &#8220;vivere razionalmente per non spezzare il cuore&#8221;. Per questo Sokurov \u00e8 un regista, un artista tipicamente russo. Sa esprimere con il cinema la sensibilit\u00e0, l&#8217;essenza dell&#8217;arte russa e sa raccontarla con poesia in un film breve, ma semplicemente indimenticabile.<br \/>\n<em>1998 reVision, Simone Porrovecchio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mutter und Sohn\/Mat&#8217; i syn\u00a0\u00a0 Germ.-Russ.\u00a0\u00a0\u00a0 1997\u00a0\u00a0 73&#8242; di Aleksandr Sokurov con Gudrun Geyer, Aleksej Ananischnov Madre e figlio \u00e8 davvero un film raro, anzi rarissimo. Non capita spesso di incontrare un film cos\u00ec &#8220;insolitamente&#8221; vibrante, semplice e prezioso. 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