{"id":327,"date":"2009-02-07T16:56:33","date_gmt":"2009-02-07T14:56:33","guid":{"rendered":"http:\/\/ecuriel.netsons.org\/?p=327"},"modified":"2009-02-07T17:08:22","modified_gmt":"2009-02-07T15:08:22","slug":"casotto-13022009-ore-2030","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=327","title":{"rendered":"Casotto &#8211; 13.02.2009 ore 20.30"},"content":{"rendered":"<p><em>Italia 1977 100\u2019<br \/>\ndi: Sergio Citti<br \/>\ncon: Jodie Foster, Luigi Proietti, Ugo Tognazzi, Paolo Stoppa, Michele Placido, Mariangela Melato, Ninetto Davoli,vCatherine Deneuve<\/em><br \/>\n\u201cMi \u00e8 venuto il sospetto che non si guardi pi\u00f9 per strada, che non si veda pi\u00f9 cosa fa realmente la gente. Tanto meno al cinema. Allora mi sono detto: facciamo un film in cui non succede niente, cos\u00ec forse si imparer\u00e0 di nuovo a guardare attorno a s\u00e9\u201d (Sergio Citti).<br \/>\nDa un racconto di Vincenzo Cerami. Una ventina di persone si spogliano nella stessa cabina &#8211; la n. 19 &#8211; di una spiaggia libera di Ostia in una calda domenica d\u2019agosto. Dopo vari episodi un acquazzone improvviso costringe tutti a un frettoloso ritorno. Con un colpo di genio pratico e poetico Citti risolve in una mossa sola 3 problemi: il basso costo, le esigenze commerciali, un\u2019originale struttura drammatica. Allegria crudele, pessimismo ilare, ironia blasfema.<br \/>\n<em>Il Morandini 2007<\/em><\/p>\n<p>httpv:\/\/www.youtube.com\/watch?v=3tuG-B1CeOs<\/p>\n<p><em>Casotto, un titolo incasinato<\/em><br \/>\nIl titolo ha diversi significati. Per chi conosce il lessico romanesco, i casotti sono quegli spogliatoi collettivi che si affittano negli stabilimenti balneari o nelle grandi spiagge gestite dal comune (il paesaggio mediterraneo descritto dalla panoramica a trecentosessanta gradi che apre il film ci riconduce alle grandi spiagge dette \u2018I cancelli\u2019, sulla litoranea che va da Ostia a Torvajanica, a ridosso della grande macchia di Castelporziano, chiuse l\u2019inverno da enormi cancelli (la stessa zona dove in Ecce bombo Nanni Moretti e gli amici aspettano invano l\u2019alba), quindi meta di un ceto sociale non certo tra i pi\u00f9 abbienti. Ma casotto vuol anche dire confusione, caciara, \u00e8 quasi una pudica contrazione di \u2018casino\u2019, che \u00e8 un suo sinonimo, e indica le case di tolleranza chiuse con la legge Merlin del 1954 (e sostituite oggi da centri relax, saune, bagni turchi, body massage tailandesi), ultimamente tornate alla ribalta per il dibattito sulla prostituzione scatenato dalle dichiarazioni di Berlusconi (ma le reti Mediaset non basano i loro variet\u00e0 sulla profusione di \u2018tette e culi ballanti\u2019?). Voler incasellare il film in un genere \u00e8 ardua impresa. Un po\u2019 commedia, un po\u2019 tragedia, attraversato da lampi di surreale e grottesco, con una (non) storia che l\u2019autore trae dal movimento delle comparse sullo sfondo delle inquadrature balneari di Una domenica d\u2019agosto di Luciano Emmer.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><em>Casotto, la produzione<br \/>\n<\/em>Il 2 novembre del 1975 \u00e8 una data che segna una cesura netta nell\u2019attivit\u00e0 cinematografica di Sergio Citti, che impiegher\u00e0 due anni per tornare dietro la macchina da presa. Con <em>Sal\u00f2<\/em> al montaggio (di cui aveva scritto la prima sceneggiatura insieme a Pupi Avati), Sergio non resta comunque inattivo: scrive per Giulio Paradisi <em>Ragazzo di borgata<\/em>, collaborando anche al casting, cura l\u2019adattamento dei dialoghi e il doppiaggio di <em>Brutti, sporchi e cattivi<\/em> di Ettore Scola, scrive il soggetto di <em>Qualcosa di biondo<\/em>, realizzato poi da Maurizio Ponzi, e collabora ai dialoghi e al montaggio di <em>Puttana galera! Colpo grosso al penitenziario<\/em> di Gianfranco Piccioli. Il ritorno dietro la macchina da presa avverr\u00e0 con <em>Casotto<\/em>, il primo film di cui Pasolini non conosceva neppure l\u2019idea di partenza (mentre sapeva quella di <em>Duepezzidipane<\/em> e <em>Mortacci<\/em>, che sono film tutti di Sergio), film che, seppur risolto in chiave comica, si distingue nettamente dalla classica commedia all\u2019italiana, e dalla commedia erotica alla Giovannona coscialunga\u2026 allora di grande successo commerciale. Il film viene prodotto a basso costo da due giovani produttori, Mauro Berardi e Gianfranco Piccioli della Parva Cinematografica. La conoscenza con Piccioli nasce sul set di <em>Puttana galera<\/em>.<\/p>\n<p><em>Ricorda Piccioli:<\/em><br \/>\n<em>Puttana galera<\/em> [\u2026] rientrava quasi a pieno titolo nel genere della commedia all\u2019italiana. \u00c8 proprio in quella occasione che cominci\u00f2 il contatto con Citti, perch\u00e9 il fratello Franco era attore nel mio film. Poi Sergio era gi\u00e0 un mito per me in quel momento: avevo visto <em>Ostia<\/em>, di una bellezza e di una profondit\u00e0 incredibile, e <em>Storie scellerate<\/em>. L\u2019incontro con i due fratelli fu, cos\u00ec, eccezionale, in pi\u00f9 avvolto dalla mitologia pasoliniana. Sergio allora veniva spesso sul set di <em>Puttana galera<\/em> a trovare il fratello, ma era nato anche un rapporto di reciproca stima e di affetto. Mi aiut\u00f2 anche nella fase di montaggio e di doppiaggio del film: mi dava dei suggerimenti, per esempio sui colori. Espressioni molto originali: la cultura di Sergio \u00e8 sempre stata molto particolare, specialmente per quell\u2019ambientazione nel mondo del penitenziario, mi fu cos\u00ec anche molto utile. Da l\u00ec nacque l\u2019idea di <em>Casotto<\/em>, l\u2019episodio, in tutti questi anni, pi\u00f9 significativo che abbia mai vissuto, perch\u00e9 si crearono tante e tante cose in questo film\u2026 innanzitutto era un film non costoso per quella che era l\u2019esigenza del film, una storia tutta raccontata all\u2019interno di uno spogliatoio (e per questo io fui preso per pazzo, mi beccai insulti); poi nacque una partecipazione artistica talmente forte, nel cast, che sono quelle cose che capitano una volta nella vita. Tipo l\u2019arrivo a Roma di Jodie Foster, gi\u00e0 premio Oscar, preso per <em>Taxi driver<\/em>.<\/p>\n<p><em>Cos\u00ec Mauro Berardi su Casotto:<\/em><br \/>\nMi ha dato queste tre o quattro cartelle che erano il soggetto di <em>Casotto<\/em>, e io ci ho immediatamente creduto e mi sono dato da fare, montando l\u2019operazione. Io riuscii, attraverso quello che Sergio in quel momento rappresentava per tutto il cinema, a coinvolgere tutti gli attori in partecipazione. Quindi il film cost\u00f2 poco. Coi nomi degli attori, ho portato il pacchetto a un distributore, come si fa di solito, e il distributore mi ha dato il minimo garantito, che io ho monetizzato, eccetera, secondo la trafila normale. Gli attori furono tutti squisiti, ricordo che la Jodie Foster era deliziosa, e avevamo un po\u2019 paura, ci aspettavamo chiss\u00e0 che arie, e invece\u2026 Ci furono innumerevoli turni di doppiaggio, poi. Sul film si era radunata un po\u2019 la troupe solita di Pier Paolo, c\u2019erano Franco, Ninetto, Vincenzo Cerami\u2026 E c\u2019era Tonino Delli Colli e tutta la troupe, c\u2019era anche Graziella, la nipote di Pasolini, e c\u2019era Umberto Angelucci, che era l\u2019aiuto di Pier Paolo e poi ha fatto l\u2019aiuto su <em>Ricomincio da tre<\/em>.<\/p>\n<p><em>Sulla irripetibile composizione del cast ricorda Piccioli:<\/em><br \/>\nCitti neanche conosceva Jodie Foster. Quello che fece partire tutto fu Mastroianni. Marcello era un grande amico di Sergio e di Franco, stavano spesso insieme, due o tre volte a settimana si vedevano a Fiumicino, passavano le serate insieme, a bere, a divertirsi, a scherzare. Per cui Sergio stava costruendo l\u2019idea del film e Marcello, il cui ruolo lo fece poi Tognazzi, disse subito, come diceva sempre lui: &#8220;S\u00ec, s\u00ec, il film lo faccio io&#8221;. E la presenza di Mastroianni influenz\u00f2 anche gli altri, la notizia cominci\u00f2 a circolare, per cui cominciarono ad aderire molti attori (non so questo per\u00f2 quanto influenz\u00f2 Jodie Foster). Poi, chiss\u00e0 perch\u00e9, allora mi venne questa idea, ora non lo ricordo: anche perch\u00e9 nel film la nipote di Stoppa \u00e8 una ragazzetta di borgata; visto il cast pensavo comunque che potevamo aprire gli orizzonti, quindi feci tradurre la sceneggiatura in inglese e la mandai a Los Angeles; c\u2019era un agente qui a Roma che aveva preso un contatto di corrispondenza con gli Stati Uniti, che quindi in un certo senso rappresentava Jodie Foster per l\u2019Italia. Era la signora Flavia Tonnai: le diedi la sceneggiatura e lei la mand\u00f2 a Los Angeles con una lettera in cui si spiegava chi era Sergio Citti. In quindici giorni neanche Flavia mi chiam\u00f2 per dire che la Foster stava prendendo l\u2019aereo e il giorno dopo sarebbe arrivata a Roma con la madre, aveva letto la sceneggiatura ed era impazzita; noi poi non avevamo i soldi, c\u2019erano difficolt\u00e0 economiche per il film. Tutti gli attori parteciparono prendendo al di sotto di quello che era il loro abituale cachet professionale, ripeto un\u2019esperienza irrepetibile: Jodie Foster, Mastroianni (che poi scapp\u00f2 via), Tognazzi, la Melato, Stoppa, Proietti, Placido, eccetera.<br \/>\n<em>di Gaetano Gentile<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italia 1977 100\u2019 di: Sergio Citti con: Jodie Foster, Luigi Proietti, Ugo Tognazzi, Paolo Stoppa, Michele Placido, Mariangela Melato, Ninetto Davoli,vCatherine Deneuve \u201cMi \u00e8 venuto il sospetto che non si guardi pi\u00f9 per strada, che non si veda pi\u00f9 cosa fa realmente la gente. Tanto meno al cinema. 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