{"id":313,"date":"2009-01-23T23:58:09","date_gmt":"2009-01-23T21:58:09","guid":{"rendered":"http:\/\/ecuriel.netsons.org\/?p=313"},"modified":"2009-01-24T00:37:51","modified_gmt":"2009-01-23T22:37:51","slug":"ostia-30012009-ore-2030","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=313","title":{"rendered":"Ostia &#8211; 30.01.2009 ore 20.30"},"content":{"rendered":"<p><em>Italia 1970 103\u2019<br \/>\ndi: Sergio Citti<br \/>\ncon: Franco Citti, Laurent Terzieff, Anita Sanders, Ninetto Davoli, Lamberto Maggiorani<\/em><br \/>\nQuello di <em>Ostia<\/em> \u00e8 un caso. Ma si sa che anche i casi hanno le loro patenti, il loro codice: la possibilit\u00e0 di essere riconosciutie catalogati come casi. Ci\u00f2 non avviene per il caso del regista Sergio Citti. Finora che un regista venisse direttamente a un mondo popolare non operaio, non era mai accaduto: quindi si tratta di un caso anche rispetto ai casi. E vero, si sono avuti dei sottoproletari-piccolo borghesi che hanno scritto libri o dipinto: ma per essi la catalogazione era pronta: erano dei \u00abnaif\u00bb. Dichiarando \u00abnaif\u00bb un dilettante, dotato di talento, e proveniente da una cultura non borghese, tutto va a posto: compresa la coscienza (per sua natura razzista) dei professionisti borghesi. Invece no: Sergio Citt\u00ec non \u00e8 un \u00abnatf\u00bb. Qualche critico ha azzardato a dire che <em>Ostia<\/em> \u00e8 un po\u2019 un ex voto: ma l\u2019ha detto a mezza voce, senza convinzione.<\/p>\n<div><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-325\" title=\"ostia_loc2\" src=\"http:\/\/ecuriel.netsons.org\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/ostia_loc2.jpg\" alt=\"ostia_loc2\" width=\"200\" height=\"275\" \/><\/div>\n<p>C\u2019\u00e8 nel film l\u2019oleografia di un Diavolo-pipistrello che porta sul suo groppone una ragazza bionda che sta l\u00ec a fare da spia e Sergio Citt\u00ec era ben cosciente di rappresentare almeno uno dei suoi personaggi (la Donna-demonio) come un personaggio da ex voto. E questo elemento \u00abvoluto\u00bb, di carattere manieristico popolare, si inserisce, contaminandosi, con il realismo degli altri personaggi (i due fratelli e i loro amici). \u00c8 questa contaminazione che \u00e8 indefinibile. E fa s\u00ec che <em>Ostia<\/em> sia un\u2019affabulazione nata da esperienze profonde e atroci dell\u2019Autore (anche autobiografiche: come l\u2019episodio della pecora Rosina), e da una sua volont\u00e0 \u00abdemoniaca\u00bb di liberarsene attraverso l\u2019ironia: che non potendo essere di qualit\u00e0 borghese non ottiene gli effetti che di solito l\u2019ironia ottiene. Infatti le psicologie dei personaggi e il loro rapporto con l\u2019ambiente sono tutte perfette, e prive di deformazioni. L\u2019unica deformazione \u00e8 quella metafisica del Maligno: che contamina dunque la forma del film, non il suo spirito. Ma, ancora una volta, i caratteri non sono quelli consueti della deformazione metafisica: perch\u00e9 Sergio Citt\u00ec non \u00e8 un borghese spiritualista. Egli non crede in niente. La demonicit\u00e0 della donna \u00e8 una sua ossessione privata che non ha doppifondi spiritualistici o religiosi: resta inerte e ontologica. Sergio Citt\u00ec, non \u00e8 dunque un \u00abnaif\u00bb perch\u00e9 \u00e8 del tutto cosciente della sua operazione formale: tuttavia porta da un mondo sottoproletario, imparlabile dalla cultura borghese, alcuni lacerti di sentimenti allo stato puro: e cio\u00e8 getta sulla sua opera una luce sconosciuta di mistero non cercato: e d\u00e0 nel tempo stesso all\u2019opera una completezza e un\u2019esaustivit\u00e0 di quel certo reale che vuole esprimere\u00a0&#8211; come ben raramente succede anche nei migliori film di autore.<br \/>\n<em>Pier Paolo Pasolini, da Un film di Sergio Citti, \u00abOstia\u00bb, Garzanti Milano 1970<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italia 1970 103\u2019 di: Sergio Citti con: Franco Citti, Laurent Terzieff, Anita Sanders, Ninetto Davoli, Lamberto Maggiorani Quello di Ostia \u00e8 un caso. Ma si sa che anche i casi hanno le loro patenti, il loro codice: la possibilit\u00e0 di essere riconosciutie catalogati come casi. 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