{"id":2487,"date":"2025-04-01T10:36:03","date_gmt":"2025-04-01T08:36:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2487"},"modified":"2025-04-01T10:36:42","modified_gmt":"2025-04-01T08:36:42","slug":"mulholland-drive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2487","title":{"rendered":"MULHOLLAND DRIVE"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di David Lynch<br>con Naomi Watts, Jeanne Bates, Laura Harring, Robert Forster, Brent Briscoe<br>Francia\/USA\u00a0\u00a0 2001\u00a0 \u00a0145&#8242;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mulholland-drive-poster.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"717\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mulholland-drive-poster-717x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2488\" srcset=\"https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mulholland-drive-poster-717x1024.jpeg 717w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mulholland-drive-poster-210x300.jpeg 210w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mulholland-drive-poster-768x1097.jpeg 768w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/mulholland-drive-poster.jpeg 800w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando si parla di&nbsp;<em>Mulholland Drive<\/em>, tutti hanno una propria soluzione. \u00c8 tutto un sogno, \u00e8 un viaggio tra realt\u00e0 parallele che si sovrappongono, \u00e8 l\u2019ennesima opera incomprensibile di un pazzo a cui han rifilato una macchina da presa\u2026 tutto vero, tutto falso. Sar\u00e0 scontato dirlo, ma&nbsp;<em>Mulholland Drive<\/em>&nbsp;\u00e8 un film che pi\u00f9 di altri necessita della partecipazione dello spettatore, della sua completa attenzione, della sua esperienza per ottenere significato. Insomma,&nbsp;<em>Mulholland Drive<\/em>&nbsp;\u00e8 un film interattivo. Siamo dalle parti delle care, gloriose, avventure grafiche degli anni \u201990, dove la storia ha un inizio e una fine prestabiliti; ma come percorrere questa strada spetta totalmente al giocatore. Lo suggerisce David Lynch stesso: \u00abAlcuni hanno uno spirito letterale e temono le astrazioni. Si sentono perduti. Vogliono che 2 + 2 = 4. Ce ne sono altri, pi\u00f9 intuitivi, che non domandano di meglio che perdersi. Quelli si concedono all\u2019esperienza e arrivano a 4 attraverso altri percorsi\u00bb. (David Lynch intervistato su Positif n. 490, dicembre 2001).<\/p>\n\n\n\n<p>In&nbsp;<em>Mulholland Drive<\/em>&nbsp;non abbiamo pulsanti da premere, oggetti da cercare o linee di dialogo da pronunciare, il nostro compito \u00e8 trovare una via per la soluzione finale, che in realt\u00e0, per quanto riguarda almeno la fabula, non \u00e8 cos\u00ec intricata come sembra. La bionda Diane (Naomi Watts), con i soldi della zia morta e sull\u2019onda dell\u2019entusiasmo per aver vinto una gara di ballo jitterbug, \u00e8 arrivata a Los Angeles cercando fortuna a Hollywood. Si ritrova invece a fare la cameriera, ma almeno conosce la sensuale Camilla (Laura Harring), attrice in ascesa, con la quale vive un\u2019intensa relazione lesbica. Camilla, per\u00f2, preferisce la compagnia del regista Adam (Justin Theroux), che sposa per fare carriera, rompendo con Diane che non la prende bene, tanto da decidere di assoldare un killer e farla ammazzare. A cose fatte, disperata, Diane sogna gli ultimi giorni della sua vita mescolando fatti, volti, nomi, luoghi, oggetti e rivivendoli come se fosse un film, per poi spararsi in testa in preda al rimorso. Bum! Pare tutto risolto; qual \u00e8 il mistero allora? Semplice, tutto il resto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dapprima nel mescolamento temporale proposto da Lynch, con i primi due terzi di film dedicati esclusivamente al sogno di Diane e solo in seguito a ci\u00f2 che pare effettivamente successo, cosa che crea un fortissimo spaesamento (almeno alla prima visione) anche perch\u00e9 quanto viene raccontato \u00e8 tutta un\u2019altra cosa. Ovvero: un\u2019avvenente mora (Laura Harring) scampa a un incidente automobilistico, ma le contusioni le hanno provocato un\u2019amnesia quasi totale. Trova riparo nell\u2019appartamento della zia di Betty, al momento occupato da quest\u2019ultima (Naomi Watts), appena giunta a Los Angeles per fare l\u2019attrice. Betty decide di aiutare la smemorata (che si chiama provvisoriamente Rita), un po\u2019 perch\u00e9 se ne \u00e8 innamorata, un po\u2019 perch\u00e9 nella borsa ha un sacco di soldi e una strana chiave blu triangolare. Mentre il regista Adam (Justine Theroux) si vede rovinare la vita da dei produttori\/gangsters, durante le loro indagini Betty e Rita si imbattono nel cadavere di una donna chiamata Diane e in un locale, il Club Silencio. Dopo aver assistito a uno spettacolo, Betty trova nella borsetta un cubo blu, che pare aprirsi con la chiave triangolare. Rita apre il cubo, tutto scompare e il film ricomincia nella stanza da letto di Diane, con la sua storia \u201cparallela\u201d. La faccenda comincia a farsi complicata, e senza tirare poi in ballo tutti i personaggi e i fatti di contorno che imperversano sia nella parte \u201csognata\u201d che in quella \u201creale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La concatenazione, cronologica o meno, delle sequenze, micro o macro che siano, indica una progettualit\u00e0, uno sviluppo predeterminato, e quindi un percorso, con una sua (almeno presunta) fine e un suo scopo. Sta allo spettatore\/giocatore trovarlo, senza alcun indizio se non quanto si vede sullo schermo e la (quasi) certezza che, ben nascosto da qualche parte, un senso a tutto c\u2019\u00e8, uno qualsiasi. Certo, ci sono delle cut-scene, sequenze cui bisogna per forza passare per proseguire con il gioco, come lo spettacolo in playback al Club Silencio e l\u2019apertura del cubo blu, che ci piace immaginare di Schroedinger, scatola con dentro (o forse no) il celebre gatto vivo e morto, contenitore di realt\u00e0 simultanee e ghignanti demoni prezzolati, slot machine quantistica che rimescola le carte e fa ripartire il gioco.&nbsp;<em>Mulholland Drive<\/em>&nbsp;\u00e8 un open world dove possiamo muoverci a piacimento per ricollegare fatti, luoghi, nomi, frasi che ci indichino la direzione verso il prossimo mistero, nella speranza di non dover ridiscutere quanto accertato fino allora, perch\u00e9 come in un\u2019avventura grafica, c\u2019\u00e8 il rischio fortissimo di incartarsi, di seguire una strada e trovarsela sbarrata subito dietro una curva, di arrivare al game over e dover ricominciare nel migliore dei casi dall\u2019ultimo \u201csave\u201d. E in questi casi, l\u2019unica \u00e8 giocare di nuovo, e ancora, e ancora. Fosse davvero un videogame,&nbsp;<em>Mulholland Drive<\/em>&nbsp;avrebbe una rigiocabilit\u00e0 pazzesca. Come minimo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nocturno, Mattia Filigoi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di David Lynchcon Naomi Watts, Jeanne Bates, Laura Harring, Robert Forster, Brent BriscoeFrancia\/USA\u00a0\u00a0 2001\u00a0 \u00a0145&#8242; Quando si parla di&nbsp;Mulholland Drive, tutti hanno una propria soluzione. \u00c8 tutto un sogno, \u00e8 un viaggio tra realt\u00e0 parallele che si sovrappongono, \u00e8 l\u2019ennesima opera incomprensibile di un pazzo a cui han rifilato una macchina da presa\u2026 tutto vero, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[40],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2487"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2487"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2487\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2491,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2487\/revisions\/2491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}