{"id":2482,"date":"2025-03-17T11:13:24","date_gmt":"2025-03-17T09:13:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2482"},"modified":"2025-03-17T11:13:24","modified_gmt":"2025-03-17T09:13:24","slug":"paris-texas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2482","title":{"rendered":"Paris, Texas"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Wim Wenders<br>con Harry Dean Stanton, Nastassja Kinski, Dean Stockwell, Aurore Cl\u00e9ment, Hunter Carson, Bernhard Wicki, Socorro Valdez, John Lurie, Justin Hogg, Edward Fayton<br>USA \u00a0 1984 \u00a0 145&#8242;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Poster_ParisTexas_Stanton-scaled-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"716\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Poster_ParisTexas_Stanton-scaled-1-716x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2483\" srcset=\"https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Poster_ParisTexas_Stanton-scaled-1-716x1024.jpg 716w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Poster_ParisTexas_Stanton-scaled-1-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Poster_ParisTexas_Stanton-scaled-1-768x1098.jpg 768w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Poster_ParisTexas_Stanton-scaled-1-1074x1536.jpg 1074w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Poster_ParisTexas_Stanton-scaled-1-1432x2048.jpg 1432w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Poster_ParisTexas_Stanton-scaled-1.jpg 1790w\" sizes=\"(max-width: 716px) 100vw, 716px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli spazi infiniti del deserto americano attraversati da un vagabondo in chiaro stato confusionale: \u00e8 l\u2019inizio folgorante di&nbsp;<em>Paris, Texas<\/em>&nbsp;che gioca da subito la carta dello spaesamento e del contrasto. Wim Wenders inquadra rocce, cieli e orizzonti stabilendo una nuova geografia interiore: questi luoghi non sono pi\u00f9 semplici sfondi ma indizi rivelatori di uno stato dell\u2019anima. Travis (Harry Dean Stanton) li attraversa come un fantasma alla ricerca del proprio luogo d\u2019origine, tabula rasa di memoria e linguaggio. L\u00e0 dove \u00e8 la nascita di tutte le cose, l\u00ec si compie anche la loro dissoluzione, in un viaggio che \u00e8 principalmente dimenticarsi di s\u00e9 e imparare a guardare il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La fotografia di Robby M\u00fcller inonda queste terre desolate di una luce che William Faulkner avrebbe definito \u201cfulgida, nitida, come se venisse non dall\u2019oggi ma dall\u2019et\u00e0 classica\u201d. Travis ha lo stupore catatonico di un Ulisse che ha perso contemporaneamente Penelope e Telemaco e non ritorna a casa ma, amaramente, nel nulla che lo ha generato. La chitarra di Ry Cooder accompagna con una sottile malinconia questa disgregazione dell\u2019unit\u00e0 familiare, in uno strappo del passato che il tempo non riesce a risanare. Travis viene recuperato dal fratello Walt (Dean Stockwell) ma fatica a inserirsi nella vita civile dopo quattro anni di esilio \u201cin the middle of nowhere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma&nbsp;<em>Paris, Texas<\/em>&nbsp;nella seconda parte diventa un atto di contrizione, una consapevolezza che si trasforma in espiazione. Ritornato in s\u00e9, venendo a contatto con Hunter, il figlio perduto, Travis ne assume la purezza dello sguardo. Esemplare la scena di padre e figlio che si copiano le camminate ai lati opposti della strada: in quel campo-controcampo risiede tutta la magia di un cinema che svela il segreto del sentimento nascente.<\/p>\n\n\n\n<p>Wenders pone la macchina da presa ad altezza bambino e viaggia da Los Angeles ad Houston con questo particolare punto di vista: le insegne al neon, i tramonti rosso fuoco, le nuvole basse. Tutto \u00e8 visto come se fosse la prima volta. L\u2019utilizzo delle lenti bifocali pone in primo piano contemporaneamente paesaggio e volto, sottolineando l\u2019importanza dell\u2019elemento naturale sulla mutazione dell\u2019espressione umana. Jane (Nastassja Kinski) si guadagna da vivere lavorando in uno squallido peep-show dalle forti tinte bluastre e rossastre. \u00c8 la madre dimenticata, la moglie traditrice. Wim Wenders, in maniera geniale, mette Travis e Jane uno di fronte all\u2019altra separati da una parete di vetro trasparente che consente all\u2019uomo di potere osservare senza essere visto. Dalle autostrade assolate americane passiamo improvvisamente ai toni scuri di un teatrino di periferia con annessa rock band.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo confronto in cui \u00e8 la voce umana a prendere il sopravvento (Jane ammetter\u00e0 a capo chino \u201cOgni uomo ha la tua voce\u201d), Sam Shepard (co-sceneggiatore del film insieme a Wenders e Kit Carson) propone un dialogo molto realistico, fatto di ammissioni e di accuse, di consapevolezza e perdono, di vigliaccheria ed eroismo. Proprio questa lunga confessione finale trasforma l\u2019assenza visiva in flusso di coscienza in \u201cvivavoce,\u201d restituendo la drammaticit\u00e0 di una storia d\u2019amore impossibile archiviata in un Super 8 amatoriale. Jane e Travis si scambiano continuamente i ruoli, dandosi le spalle, tra la luce e l\u2019oscurit\u00e0. Nastassja Kinski usa tutta la sua bravura d\u2019attrice nella comunicazione non verbale passando da un atteggiamento offensivo ad uno di placida arrendevolezza. Nel momento in cui si riconoscono, il loro sentimento \u00e8 diventato di pietra. Jane spegne la luce e pu\u00f2 adesso vedere al di l\u00e0 del vetro. Travis compie l\u2019unico gesto che possa dare un senso alle loro esistenze; poi pu\u00f2 riprendere il suo viaggio alla cieca, lasciando che siano i luoghi a dettare la direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Palma d\u2019oro a Cannes nel 1984,\u00a0<em>Paris, Texas<\/em>\u00a0\u00e8 il film di Wenders che meglio amalgama il cinema classico americano con il Nuovo Cinema Tedesco: tra deserti aridi e intrecci di autostrade il viaggio del protagonista si trasforma in un percorso circolare ed eterno, una odissea nello spazio interiore con qualche accecante barlume di consapevolezza.<em><br>Sentieri Selvaggi, Fabio Fulfaro\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Wim Wenderscon Harry Dean Stanton, Nastassja Kinski, Dean Stockwell, Aurore Cl\u00e9ment, Hunter Carson, Bernhard Wicki, Socorro Valdez, John Lurie, Justin Hogg, Edward FaytonUSA \u00a0 1984 \u00a0 145&#8242; Gli spazi infiniti del deserto americano attraversati da un vagabondo in chiaro stato confusionale: \u00e8 l\u2019inizio folgorante di&nbsp;Paris, Texas&nbsp;che gioca da subito la carta dello spaesamento e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[39],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2482"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2482"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2484,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2482\/revisions\/2484"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}