{"id":2405,"date":"2024-05-06T10:36:53","date_gmt":"2024-05-06T08:36:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2405"},"modified":"2024-05-06T10:36:53","modified_gmt":"2024-05-06T08:36:53","slug":"frammenti-illusioini-perdute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2405","title":{"rendered":"Frammenti: Illusioini perdute"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>ILLUSIONI PERDUTE<\/strong><br><em><strong>Illusions perdues<\/strong><br>di Xavier Giannoli<br>con Banjamin Voisin, C\u00e9cile de France, Vincent Lacoste, Xavier Dolan, Salom\u00e9 Dewaels, Jeanne Balibar, G\u00e9rard Depardieu, Andr\u00e9 Marcon, Louis-Do de Lencquesaing<br>Francia\u00a0\u00a0 2021 \u00a0 141&#8242;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/illusioni-perdute-poster.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"717\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/illusioni-perdute-poster-717x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2406\" srcset=\"https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/illusioni-perdute-poster-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/illusioni-perdute-poster-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/illusioni-perdute-poster-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/illusioni-perdute-poster-1075x1536.jpg 1075w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/illusioni-perdute-poster.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Lucien \u00e8 un giovane poeta sconosciuto nella Francia del XIX secolo. Nutre grandi speranze ed \u00e8 deciso a forgiare il proprio destino. Abbandonata la tipografia di famiglia nella citt\u00e0 nat\u00eca, decide di tentare la sorte a Parigi sotto l\u2019ala protettrice della sua mecenate. Lasciato presto a cavarsela da solo in questa meravigliosa citt\u00e0, il giovane scoprir\u00e0 le macchinazioni in atto in un mondo che ubbidisce alla legge del profitto e della simulazione. Una commedia umana dove tutto pu\u00f2 essere comprato o venduto, il successo letterario e la stampa, la politica e i sentimenti, la reputazione e l\u2019anima&#8230;<\/em><br><br>Concentrandosi sulla parte centrale del trittico <em>Illusioni perdute<\/em>, pubblicato da Balzac tra il 1837 e il 1843, Xavier Giannoli realizza la sua personale versione dell\u2019ascesa e caduta sociale ed economica di un plebeo a contatto con l\u2019alta societ\u00e0, che ha nel <em>Barry Lyndon<\/em> di Stanley Kubrick il termine di paragone cinematografico pi\u00f9 illustre e ineguagliabile. Nell\u2019epoca della Restaurazione monarchica successiva all\u2019avventurismo napoleonico, segmento della storia di cui il grande autore francese \u00e8 contemporaneo e in cui ambienta la sua sterminata <em>Commedia umana<\/em>, tutto \u00e8 in ridefinizione, dai valori morali alla standardizzazione classista dei rapporti amorosi. Ridefinizione che si rilever\u00e0 essere un riflusso teso a cancellare ogni cambiamento favorito dalla riuscita Rivoluzione di poco antecedente, ma questo l\u2019idealista Lucien Chardon (Benjamin Voisin) non lo sa ancora. Il suo cuore \u00e8 gonfio di passione per madame de Bargeton (C\u00e9cile de France) che finanzia il suo desiderio di lasciare l\u2019ubertosa (ma culturalmente inerte) provincia per tentare l\u2019avventura letteraria nella capitale. Qui il giovane Lucien entrer\u00e0 in contatto con il mondo del giornalismo prima che con quello degli editori, e dovr\u00e0 sudare le proverbiali sette camicie perch\u00e9 la sua raccolta di poesie possa trovare la via delle stampe.<br><br>Giannoli e il suo cosceneggiatore Jacques Fieschi sfrondano episodi, adattano dialoghi, attualizzano situazioni, compiendo un lavoro magistrale che potrebbe rinunciare, in sede di premiazione nel Concorso veneziano, al premio dedicato solo per approdi pi\u00f9 sostanziosi. Ne ottengono un copione brillante, perfettamente organizzato nei tempi e nelle battute, servito da un cast in stato di grazia (agli attori gi\u00e0 nominati dobbiamo aggiungere, in sede di segnalazione, almeno Xavier Dolan, Jeanne Balibar e G\u00e9rard Depardieu, ognuno perfettamente calato nei panni d\u2019epoca del personaggio assegnato, tante prime donne che fanno gioco di squadra). Il regista transalpino fa lo stesso, illustrando la sfarzose scenografie con uno stile mai sovrabbondante, sempre teso a cogliere l\u2019espressione dei visi pi\u00f9 che a intasare il campo con un complesso movimento di camera, una regia \u201cinvisibile\u201d nel senso pi\u00f9 nobile e classico del termine. Il risultato \u00e8 un\u2019opera di oltre due ore e venti minuti che fila via veloce come un treno nella notte, pregna di contenuti \u201calti\u201d affidati a scambi di battute sapidi e taglienti, intrisa di feroce umorismo anche nel momento della tragedia, della caduta, della fine dei sogni. Nella parabola del provinciale a contatto con il bel mondo, <em>Un grande uomo di provincia a Parigi<\/em> \u00e8 il titolo originale balzachiano, il cinefilo di stretta osservanza non pu\u00f2 non rivedere echi (ed il cinema \u00e8 un\u2019arte meravigliosa anche per la sua capacit\u00e0 di riunire epoche e mondi diversi) del Marcello Rubini di felliniana memoria, quasi come se il film fosse un prequel de <em>La dolce vita<\/em> in altri tempi e altri spazi, ma con una tensione morale coincidente. Fellini-Flaiano-Pinelli avevano letto Balzac? Non \u00e8 da escludere, ma \u00e8 comunque un\u2019altra storia\u2026<br><br>Sul piano contenutistico, i temi del film sono di sconcertante attualit\u00e0, e rappresentano una plastica dimostrazione della ricorsivit\u00e0 ottundente del societ\u00e0 del profitto, che Balzac vedeva nascere, e che non saremo noi, probabilmente, a vedere ancora morire. Il giornale progressista in cui Lucien approda non ha nessuna etica professionale, \u00e8 semplicemente in vendita al miglior offerente pezzo dopo pezzo, mentre quello conservatore sbandiera senso del dovere. Un paradosso? Solo a prima vista, perch\u00e9 la conservazione \u00e8 finanziata dai padroni del vapore, mentre l\u2019approccio scafato e demolitore ha bisogno di continue sovvenzioni. Sotto la lente d\u2019ingrandimento finiscono tutti, critici, nobili e banchieri, padri e figli di un relativismo morale di complessa lettura e immediata comprensione, per rimanere nel campo dell\u2019accettabile paradosso. In questa vorticosa ronde in cui non ci sono innocenti e colpevoli, ma solo esseri umani impegnati nell\u2019arte del tirare avanti, dell\u2019essere accettati, dell\u2019uscire di casa a testa alta.<br><br>\u201cSolo chi non spera pi\u00f9 nulla pu\u00f2 davvero incominciare a vivere\u201d. Si chiude, in esergo, con questa straziante e al contempo illuminante massima, che chiude una parentesi e spalanca un orizzonte, quello di Lucien, quello di chi scrive, quello di ogni essere umano. Applausi, scroscianti.<br><br><em>Quinlan, Donato D&#8217;Elia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ILLUSIONI PERDUTEIllusions perduesdi Xavier Giannolicon Banjamin Voisin, C\u00e9cile de France, Vincent Lacoste, Xavier Dolan, Salom\u00e9 Dewaels, Jeanne Balibar, G\u00e9rard Depardieu, Andr\u00e9 Marcon, Louis-Do de LencquesaingFrancia\u00a0\u00a0 2021 \u00a0 141&#8242; Lucien \u00e8 un giovane poeta sconosciuto nella Francia del XIX secolo. Nutre grandi speranze ed \u00e8 deciso a forgiare il proprio destino. 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