{"id":2402,"date":"2024-04-29T11:07:10","date_gmt":"2024-04-29T09:07:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2402"},"modified":"2024-04-29T11:07:10","modified_gmt":"2024-04-29T09:07:10","slug":"frammenti-delta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2402","title":{"rendered":"Frammenti: DELTA"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Michele Vannucci<br>con Alessandro Borghi, Luigi Lo Cascio, Emilia Scarpati Fanetti, Denis Fasolo<br>Italia \u00a0 2022 \u00a0 105&#8242;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/delta.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"717\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/delta-717x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2403\" srcset=\"https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/delta-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/delta-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/delta-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/delta-1076x1536.jpg 1076w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/delta.jpg 1434w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>La livida palude e le sue acque limacciose su cui il film si apre, con Elia (Alessandro Borghi) che con il suo barchino prova a sfuggire alla vista dell\u2019elicottero che ronza sopra la sua testa, costituiscono i caratteri fondanti del film di Vannucci fin dal suo incipit. Il personaggio \u00e8 ricercato ed \u00e8 la palude che lo protegge poich\u00e9 in quell\u2019ambiente si muove agilmente e con maturata sapienza. Al contempo questi elementi, cos\u00ec estranei o comunque rari per la cinematografia italiana, diventano paesaggio radicale, stabile e metaforico di una condizione di precaria esistenza per questo western nostrano fatto di sentimenti forti, violenza sotterranea e spesso repressa, disagio e solitudine. In <em>Delta<\/em>, secondo lungometraggio di Michele Vannucci, solo per assonanze tornano alla mente i film paludosi dentro i quali si sono consumati analoghi inseguimenti, analoghe atmosfere (<em>No Mercy <\/em>o <em>Southern Comfort<\/em> ad esempio), riuscendo in questo a conservare una sua propria originalit\u00e0 non solo narrativa, molto legata al territorio dentro il quale trova il suo sviluppo, ma anche nella sua complessiva fattura mescolando con sapienza cinema di genere, tra melodramma e noir sui generis in quel confine con il gi\u00e0 citato western, ma con un occhio ai temi di un territorio fragile e protetto, violato e in pericolo.<br><br>Elia \u00e8 un pescatore di frodo che insieme ad altri amici dalla Romania arrivano in Italia sul delta del Po tra Romagna e Veneto per assicurarsi una pesca fruttuosa sul mercato clandestino. Elia abitava in quei luoghi ed \u00e8 dovuto andare via per circostanze sconosciute. I pescatori del luogo insorgono contro i bracconieri che senza rispettare le regole, da loro invece rigidamente osservate per proteggere l\u2019ecosistema e assicurare la proliferazione ittica, rompono l\u2019equilibrio gi\u00e0 fragile impoverendo e distruggendo le risorse. Tra di loro i due fratelli Osso (Luigi Lo Cascio) e Nina (Greta Esposito) legati a quei luoghi. Osso \u00e8 un temporeggiatore, crede nella trattativa e odia la violenza. Nina \u00e8 sanguigna, impulsiva e cede con istintivo trasporto alle armi estreme dello scontro. Tra di loro qualcuno gioca sporco e trae profitto dalle attivit\u00e0 illegali di Elia e dei suoi compagni. Ma Elia si innamora, corrisposto, di Anna (Emilia Scarpati Fanetti) che ha alle spalle una storia con Osso. Da qui il crescere del dramma irreversibile.<br><br>Quella pianura d\u2019acqua e terra dai colori lividi e uniformi, che riflette una pi\u00f9 ampia e per certi versi spettrale precariet\u00e0 dell\u2019esistenza stessa, finisce per colmare di s\u00e9 l\u2019intera operazione, diventando al contempo visione tragica di un ecosistema in crisi che porta con s\u00e9 i destini di un\u2019intera comunit\u00e0, che nello spirito di una identit\u00e0 fortemente rivendicata lavora a difesa dei luoghi in solitudine, lontano da ogni reale tutela. Delta sa restituire quello sgomento che i luoghi estremi sanno diffondere e far vivere, nei quali il cinema ha saputo trovare i caratteri forti da raccontare. L\u2019Elia di Alessandro Borghi \u00e8 uno di questi, qui quasi animalesco con dentro ancora i caratteri forti del <em>Primo re<\/em> di Rovere \u2013 anch\u2019egli coinvolto nell\u2019operazione \u2013 e seppure caratterialmente trasformato, resta quel personaggio burbero che sembra sceso dalle montagne di Cognetti per approdare alla liquida terra piatta tra Rovigo e Ferrara. Diverso discorso per Osso, un inedito Luigi Lo Cascio con uno straniante accento romagnolo che sembra sradicarlo da ogni suo precedente per imporlo a una nuova attenzione. Antagonista\/protagonista, violento\/non violento, il suo personaggio, chiave dell\u2019intera vicenda, vive quella stessa liquidit\u00e0 dei luoghi in una inattesa mutazione e in una ricerca di solitaria vendetta che ricorda il piccolo borghese di Monicelli.<br><br>Anche qui, dunque, si lavora sugli estremi limiti non solo dei generi, in un amalgama non scontato tra delusioni d\u2019amore e sfinenti inseguimenti tra i fanghi e le acque opache di una palude insidiosa, tra nebbia e gelido nascere delle albe. Ma in una visione d\u2019insieme \u00e8 il paesaggio, anche questo estremo di quel margine dove si addensano i conflitti, che sa farsi protagonista nella sua labirintica densit\u00e0 come non troppo spesso accade nel cinema italiano dei nostri giorni. Delta si presenta quindi come un film di genere, ormai raro oggetto nel cinema italiano, tranne che per le commedie, ma che ha l\u2019ambizione, ben riposta, di volere costituire anche un film su un ambiente inesplorato, una possibile indagine sull\u2019annidarsi di un male quasi invisibile e clandestino che nessuna cronaca sembra raccontare. Un film anche brutale nella sua radicalit\u00e0 identitaria, teso come un thriller e opaco come l\u2019acqua limacciosa che lo permea.<br><em>Duels, Tonino De Pace<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Michele Vannuccicon Alessandro Borghi, Luigi Lo Cascio, Emilia Scarpati Fanetti, Denis FasoloItalia \u00a0 2022 \u00a0 105&#8242; La livida palude e le sue acque limacciose su cui il film si apre, con Elia (Alessandro Borghi) che con il suo barchino prova a sfuggire alla vista dell\u2019elicottero che ronza sopra la sua testa, costituiscono i caratteri [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[37],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2402"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2402"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2402\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2404,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2402\/revisions\/2404"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}