{"id":2375,"date":"2024-02-16T22:57:00","date_gmt":"2024-02-16T20:57:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2375"},"modified":"2024-02-07T12:59:31","modified_gmt":"2024-02-07T10:59:31","slug":"apichatpong-weerasethakul-il-cinema-come-luogo-del-sognovenerdi-23-febbraio-2024-ore-20-45","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2375","title":{"rendered":"Apichatpong Weerasethakul, il cinema come luogo del sogno<br>VENERDI\u2019 23 FEBBRAIO 2024 ore 20.45"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>CEMETERY OF SPLENDOUR<\/strong><br><em><strong>Rak ti Khon Kaen<\/strong><br>di\u00a0Apichatpong Weerasethakul<br>con Jenjira Pongpas. Jarinpattra Rueangram, Banlop Lomnoi<br>Francia\/GB\/Germania\/Malesia\/Thailandia\u00a0\u00a0 2015\u00a0\u00a0 122&#8242;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cemetery.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cemetery-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2376\" srcset=\"https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cemetery-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cemetery-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cemetery-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/cemetery.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Soldati con una misteriosa malattia del sonno sono trasferiti in un ospedale provvisorio allestito in una scuola abbandonata. Jenjira offre di prendersi cura di Itt, un bel soldato che nessuno visita. Fa anche amicizia con Keng, una giovane medium che usa i suoi poteri per aiutare le famiglie a contattare gli uomini addormentati. Un giorno Jenjira trova il diario di Itt, ricoperta di scritte strane e schizzi. Forse c\u2019\u00e8 una connessione tra l\u2019enigmatica sindrome da cui sono affetti i soldati e il mitico luogo antico che si estende sotto la scuola? Magia, guarigione, romanticismo e sogni si mescolano sulla strada di Jenjira, alla ricerca di una profonda consapevolezza di s\u00e9 e del mondo che la circonda.<\/em><br><br>Negli occhi aperti\/sbarrati di Jenjira, fissi su un gruppo di bambini che sta giocando a calcio tra le dune di terra sollevate dalle grandi ruspe al lavoro per la nuova cementificazione di un\u2019area rurale, si nasconde il senso intimo e al contempo universale di <em>Cemetery of Splendour<\/em>, il nuovo film di Apichatpong Weerasethakul presentato in concorso nella sezione Un certain regard alla sessantottesima edizione del Festival de Cannes. Lo sguardo di Jenjira, che attraversa lo spazio e il tempo per rintracciare le coordinate della propria esistenza, dei propri amori perduti, \u00e8 anche lo sguardo di una nazione sognante e costretta a intervalli regolari a ridestarsi dal sonno per confrontarsi con la realt\u00e0.<br>Sono la Thailandia i soldati afflitti dalla strana malattia che li porta a dormire nello stanzone di un ex-scuola trasformata in un ospedale improvvisato: un paese diviso tra l\u2019incedere della modernit\u00e0 e il retaggio mistico e ancestrale della campagna, da cui echeggiano i versi di un passato glorioso, che negli ultimi ottant\u2019anni ha vissuto un\u2019altalena continua tra dittature militari e brevi momenti di risveglio democratico. Il sonno della dittatura (e quindi della ragione) genera mostri, ma i personaggi di <em>Cemetery of Splendour<\/em> appaiono pi\u00f9 come ectoplasmi alla ricerca di una propria dimensione, probabilmente impossibile da raggiungere.<br><br>Cemetery of Splendour inizia l\u00ec dove erano finiti i vari <em>Mysterious Object at Noon<\/em>, <em>Blissfully Yours<\/em>, <em>Tropical Malady<\/em>, <em>Syndromes and a Century,<\/em><em>Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedent<\/em>i e <em>Mekong Hotel<\/em>: un mondo destinato all\u2019estinzione che cerca di rinnovare la propria memoria di s\u00e9, dell\u2019essere in vita, del ricordare. Se pu\u00f2 essere considerato cinema resistente, quello di Weerasethakul, non \u00e8 \u201csolo\u201d perch\u00e9 propone una visione altra alla prassi, ricollocando lo sguardo su traiettorie dimenticate nel corso degli anni, ma anche e soprattutto perch\u00e9 attraverso la \u201cvisione\u201d il regista thailandese riesce ancora a cristallizzare e problematizzare una questione (non solo) privata. <em>Cemetery of Splendour<\/em> \u00e8 ambientato nel nord-est, nella regione dell\u2019Isan, la stessa in cui crebbe Weerasethakul con la sua famiglia, composta da due genitori entrambi medici; non \u00e8 certo un caso che torni preponderante l\u2019ambiente ospedaliero, gi\u00e0 al centro di <em>Syndromes and a Century<\/em>, cos\u00ec come non \u00e8 casuale che i dialoghi tornino a vagheggiare dei combattimenti al confine con il Laos, del tentativo di \u201cthaizzazione\u201d dell\u2019area.<br>I militari dormienti sono il cuore di una Thailandia riottosa e sconfitta, guidata da ambizioni spropositate di potere e dalla memoria di un passato glorioso che non torner\u00e0 pi\u00f9. Le aule delle grandi regge sono immateriali, le si deve voler scorgere attraverso la boscaglia, immaginandole.<br><br>Pi\u00f9 ancora che in passato, \u00e8 l\u2019immaginazione l\u2019unico veicolo di relazione umana che riesce realmente a consolidarsi in Cemetery of Splendour. Se si sente il bisogno di alzarsi sull\u2019attenti \u00e8 in un cinema, di fronte a uno schermo bianco su cui, per pochi istanti, sono passate le immagini di un trailer ai limiti del demenziale (l\u2019ipotetico The Iron Coffin Killer). Guidando lo spettatore attraverso una rete infinita di stratificazioni culturali \u2013 dalle pi\u00f9 palesi alle pi\u00f9 recondite \u2013 Weerasethakul teorizza la necessit\u00e0 di guardare, fissare nella mente, immobilizzare nella retina il mondo che ci circonda, indispensabile atto per compenetrarvisi. L\u2019occhio viene accolto in una zona liminare, protetto e contemporaneamente esposto; le luci soffuse e cangianti che dovrebbero accompagnare il sonno dei soldati in ospedale sono l\u00ec anche per lo spettatore, per ridestarlo e irretirlo. \u00c8 l\u2019ipnosi collettiva, l\u2019assuefazione a un modello distorto (la ginnastica\/ballo, la promozione di una crema di bellezza per le donne del villaggio) a spingere verso la distruzione dell\u2019immaginario. Solo l\u2019immateriale pu\u00f2 ancora salvare il mondo, perch\u00e9 la materia \u00e8 deperita, svilita, corrotta.<br><br>I fantasmi che vivono <em>Cemetery of Splendour <\/em>(e il cinema di Weerasethakul nella sua interezza) non sono paragonabili a quelli, per rimanere fermi ai film presentati sulla Croisette, di Kiyoshi Kurosawa o di Miguel Gomes \u2013 il piccolo cagnolino Dixie\u2026 Sono i fantasmi di un passato vissuto, lacerante e dolce, deplorevole e amato. \u00c8 qui che il film trova la sua collocazione politica. Non si tratta semplicemente di un viaggio nel passato e nel presente della Thailandia, n\u00e9 di una metafora \u2013 per quanto mirabile \u2013 dell\u2019accettazione della perdita. <em>Cemetery of Splendour<\/em> \u00e8 un\u2019elegia trattenuta e sempre spiazzante dell\u2019atto dello sguardo come conoscenza e riconoscimento dell\u2019altro. \u201cL\u2019occhio \u00e8 per cos\u00ec dire l\u2019evoluzione biologica di una lacrima\u201d, affermava anni or sono Alberto Grifi, e Weerasethakul testimonia questa verit\u00e0 con un\u2019opera sontuosa, con la quale ci si deve confrontare per poter tentare di comprendere l\u2019umano di oggi, e il macchinario visionario attraverso il quale codifica l\u2019esistente. E l\u2019inesistente. Il cinema di Weerasethakul \u00e8 l\u2019evoluzione biologica di un occhio che fu evoluzione biologica di una lacrima: al suo interno si agitano gli spettri della Thailandia, della propria memoria, del cinema, del passato e del presente, del documento \u201creale\u201d (la gamba di Jenjira \u00e8 quella che Jenjira Pongpas Widner si vide deturpare a seguito di un grave incidente stradale nel 2003) e della totale ricreazione visionaria.<br><br>Tutto intorno si attua un teatro permanente, rappresentazione viva (perch\u00e9 nata gi\u00e0 morta, inerte) di un presente che non ha pi\u00f9 respiro, e si accontenta di dormire. Sognare, forse. Sbarra gli occhi, Jenjira, come la Margherita in lutto di <em>Mia madre<\/em> e, a ben vedere, come il Paul Dedalus di <em>Trois souvenirs de ma jeunesse<\/em>. Tutti con gli occhi sbarrati, nel disperato tentativo di risvegliarsi, e scoprire che nulla \u00e8 quel che \u00e8, nella realt\u00e0. Sempre che esista, la realt\u00e0. Avrebbe meritato di concorrere per la Palma d\u2019Oro, <em>Cemetery of Splendour,<\/em> ma \u00e8 probabile che un cinema cos\u00ec potente e destabilizzante continui a far paura a chi mette in scena macchinari dell\u2019immaginario ben pi\u00f9 standardizzati come i festival.<br><em>Quinlan, Raffaele Meale<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CEMETERY OF SPLENDOURRak ti Khon Kaendi\u00a0Apichatpong Weerasethakulcon Jenjira Pongpas. Jarinpattra Rueangram, Banlop LomnoiFrancia\/GB\/Germania\/Malesia\/Thailandia\u00a0\u00a0 2015\u00a0\u00a0 122&#8242; Soldati con una misteriosa malattia del sonno sono trasferiti in un ospedale provvisorio allestito in una scuola abbandonata. Jenjira offre di prendersi cura di Itt, un bel soldato che nessuno visita. Fa anche amicizia con Keng, una giovane medium che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35,5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2375"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2375"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2375\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2377,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2375\/revisions\/2377"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2375"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2375"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2375"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}