{"id":2372,"date":"2024-02-09T22:09:00","date_gmt":"2024-02-09T20:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2372"},"modified":"2024-02-07T12:11:43","modified_gmt":"2024-02-07T10:11:43","slug":"yorgos-lanthimos-il-piacere-dellimbarazzovenerdi-16-febbraio-2024-ore-20-45","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2372","title":{"rendered":"Yorgos Lanthimos, il piacere dell\u2019imbarazzo<br>VENERDI\u2019 16 FEBBRAIO 2024 ore 20.45"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>ALPS<\/strong><br><em><strong>Alpis<\/strong><br>di\u00a0Yorgos Lanthimos<br>con\u00a0Angeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis, Johnny Vekris, Efthymis Filippou<br>Grecia\u00a0\u00a0 2011\u00a0\u00a0 93&#8242;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alps-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"717\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alps-1-717x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2373\" srcset=\"https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alps-1-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alps-1-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alps-1-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/alps-1.jpg 1050w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Alps<\/em>, terzo lungometraggio di Yorgos Lanthimos, ritorna sugli schermi italiani distribuito da Phoenix International Film. Premio Osella per la migliore sceneggiatura al Festival di Venezia 2001, \u00e8 un film che fornisce le coordinate per tracciare un nuovo paradigma societario, basato sulla sostituzione e sull\u2019annientamento dell\u2019umano.<br><br>Il team chiamato Alps, formato da un paramedico, un\u2019infermiera, una ginnasta e il suo coach, si sostituisce alle persone defunte per sostenere i parenti e alleviare loro le pene derivanti dal lutto. Del tutto assimilabile a una societ\u00e0 clandestina di mutuo soccorso, la squadra affronta le situazioni pi\u00f9 paradossali, ma l\u2019apice della stranezza la si tocca quando una delle quattro prende il posto di una giovane tennista moribonda dopo un incidente stradale.<br><br>Lo spazio \u00e8 un circuito chiuso, il tempo non ha durata e non sono concesse verticalizzazioni, n\u00e9 profondit\u00e0 di campo. Gli ambienti in cui si muove la macchina da presa sono sale di tortura fisica e psicologica in cui i personaggi diventano silhouette senza vita al centro dell\u2019esperimento di un sadico che si chiede cosa ci sia di autentico in questo mondo congelato. Lanthimos realizza cos\u00ec un claustrofobico dramma surreale carico di humour nero, ambientato in un tempo senza social in cui le interazioni tra gli esseri umani si riducono a corpi da indossare e da vivere.<br><br>Proprio la sostituzione dei corpi, fredde e intercambiabili asperit\u00e0, permette al regista di sfruttare il canone del surrealismo per raccontare una societ\u00e0 che (tra)passa attraverso le icone popolari, perch\u00e9 del defunto sono replicabili solo scorie nazional-popolari come il nome dell\u2019attore preferito, dettagli trascurabili come i suoi tic e le sue abitudini quotidiane, mentre la sua anima rimane inaccessibile. La poetica della mercificazione di corpi e marchi, vista anche in <em>Dogtooth<\/em> con la comparsa di alcuni film cult anni Ottanta prosegue in <em>Alps<\/em> sfruttando un procedimento ricorsivo: alla solenne apertura con i Carmina Burana, subentrano gli Aphex Twin nel finale per soddisfare il desiderio sfrenato di pop della ginnasta. La ragazza rimane in superficie, insieme alle melodie abbaglianti, a Brad Pitt e Jude Law, a Hollywood, Prince e a tutti gli automi schizofrenici che si improvvisano \u201cultracorpi\u201d per trasformare il loro cambio di pelle in ossessione condivisa.<br><br>Ci\u00f2 che colpisce maggiormente nella spietata cronaca dell\u2019assurdo imbastita dal regista \u00e8 la capacit\u00e0 di analizzare la realt\u00e0 contemporanea facendo confliggere tra loro solitudini e brama di possesso, assegnando alla morte, non pi\u00f9 l\u2019oblio, ma il ruolo decisivo per la proliferazione delle psico-patologie della vita quotidiana. Questo cinema geometrico e chirurgico, infatti, non si sofferma sulla rielaborazione del lutto, ma sullo sviluppo di tutte quelle nevrosi che spingono i membri dell\u2019associazione alla bulimia del possesso \u201cdi superficie\u201d. In questo valzer di atti meccanici e parole svuotate di senso, viene depotenziato il valore supremo dell\u2019alterit\u00e0, attraverso il discrimine che intercorre tra la finzione \u201csimulata\u201d dagli \u201cultracorpi\u201d e la realt\u00e0, in un delirio che pian piano si cronicizza fino a eliminare ogni possibile sublimazione.<br><em>Vincenzo Palermo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALPSAlpisdi\u00a0Yorgos Lanthimoscon\u00a0Angeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis, Johnny Vekris, Efthymis FilippouGrecia\u00a0\u00a0 2011\u00a0\u00a0 93&#8242; Alps, terzo lungometraggio di Yorgos Lanthimos, ritorna sugli schermi italiani distribuito da Phoenix International Film. 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