{"id":2369,"date":"2024-01-27T17:23:43","date_gmt":"2024-01-27T15:23:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2369"},"modified":"2024-01-27T17:23:43","modified_gmt":"2024-01-27T15:23:43","slug":"frammenti-patrice-lecontevenerdi-9-febbraio-2024-ore-20-45","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2369","title":{"rendered":"Frammenti: Patrice Leconte<br>VENERDI\u2019 9 FEBBRAIO 2024 ore 20.45"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L&#8217;UOMO DEL TRENO<\/strong><br><em><strong>L&#8217;homme du train<\/strong><br>di Patrice Leconte<br>con Jean Rochefort, Johnny Hallyday, Jean-Fran\u00e7ois St\u00e9venin, Charlie Nelson, Pascal Parmentier<br>Francia \u00a0 2002 \u00a0 90&#8242;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/luomodeltreno.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"555\" height=\"750\" src=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/luomodeltreno.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2370\" srcset=\"https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/luomodeltreno.jpg 555w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/luomodeltreno-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Milan (Johnny Hallyday) arriva col treno e con un mal di testa che, rimasto a corto di aspirine proprio mentre tutti i negozi tirano gi\u00f9 le serrande, lo conduce in una farmacia dove anche Manesquier (l&#8217;anziano pensionato interpretato da Jean Rochefort) sta comprando delle medicine. E per errore del farmacista, che gli vende delle compresse effervescenti, \u00e8 quasi costretto ad accettare l&#8217;invito dell&#8217;altro che gli offre un bicchiere d&#8217;acqua nella sua casa poco distante.<br>Sembra una casualit\u00e0, come quando, poco dopo, Milan trova l&#8217;albergo dove avrebbe dovuto alloggiare chiuso. L&#8217;unica soluzione, quindi, \u00e8 tornare dall&#8217;anziano signore senza chiavi di casa e chiedergli ospitalit\u00e0 fino al sabato.<br>Se uno \u00e8 solitario per scelta e di poche parole, l&#8217;altro soffre la solitudine e ha bisogno di parole e spiegazioni.<br>La convivenza per due uomini abituati solo ai propri pensieri \u00e8 tutt&#8217;altro che scontata e non pu\u00f2 che sollevare ognuno dei due dalle abitudini e convinzioni di una vita intera.<br><br>Leconte gestisce le attese e i lunghi tempi narrativi con un ritmo perfetto, il tutto scandito da un appuntamento di entrambi i protagonisti, che entrambi non possono sfuggire e che ad entrambi cambier\u00e0 la vita, nel bene o nel male.<br>La freddezza apparente di Milan \u00e8 in contrasto con la calma piatta ma accogliente della casa di Manesquier, e i toni blu della fotografia ce lo ricordano ogni volta che Milan esce dalla villa e progetta, insieme a vecchi colleghi, una rapina nella banca del paese e che inghiotte lo stesso Manesquier quando insieme diventano complici fuori dalla culla domestica e quando entrambi si avviano verso una crescita interiore reciproca.<br>Milan fa provare l&#8217;ebbrezza di sparare a Manesquier e, di rimando, lui gli insegna a tenere sempre uno spazzolino di scorta o a portare pantofole in casa. La casa ricca di tappeti, quadri, divani e fotografie di un&#8217;infanzia felice che poi, a detta dello stesso Manesquier, s&#8217;\u00e8 trasformata in una vita cristallizzata, in cui lui ha mantenuto la stessa posa per anni. La sua passione per la poesia, la musica e la sua professione (Manesquier era professore di francese), lo rendono un uomo sensibile, senza pregiudizi, capace di accogliere e chiedere aiuto. Manesquier mostra i suoi bisogni, li maschera rendendoli ancor pi\u00f9 evidenti nella sua goffaggine, e colpiscono persino un duro come Milan.<br>&#8230;<br><br>La regia originale di Leconte sostiene e arricchisce la sceneggiatura di Claude Klotz, curatissima e piena di spunti, che riapre di tanto in tanto durante la narrazione.<br>Leconte alterna momenti pi\u00f9 lenti, e sempre essenziali, in cui i brillanti dialoghi trovano il respiro che meritano, considerando che quasi ogni battuta contiene temi e concetti su cui si potrebbe riflettere a lungo; gli interni sono gestiti proprio con questa consapevolezza, le conversazioni fra Milan e Manesquier sono inserite in un contesto di tranquillit\u00e0, tra luci soffuse e penombre nelle atmosfere placide e pacate della casa. I toni intimi risaltano, evidenziati anche dall&#8217;attenzione per i particolari e una macchina da presa quasi sempre stretta sui protagonisti. Il mondo fuori \u00e8 pi\u00f9 incostante, le inquadrature rimangono scarne e i piani si allargano mostrando ambienti se non ostili quantomeno estranei, uno sfondo sul fuoco sempre presente sullo sviluppo del rapporto tra i personaggi.<br>La fotografia segue la stessa logica e oscilla tra interni neutri e propri di Manesquier e i toni freddi, blu, di Milan. Entrambi assumono le caratteristiche dell&#8217;altro quando l&#8217;altro &#8220;conduce&#8221; nella propria esperienza, i colori di Milan diventano quelli di Manesquier se \u00e8 il primo a guidare e viceversa.<br>Le interpretazioni sono il giusto compenso per una grande storia, sia Rochefort che Hallyday riescono a centrare i caratteri aggiungendogli un fascino fondamentale con una recitazione matura.<br>Se il tema \u00e8 quanto si pu\u00f2 mettere in gioco se stessi e potersi fidare di qualcuno, allora sia Milan (che non ha mai fallito) che Manesquier (uno che \u00e8 abituato alle sconfitte), raggiungono il loro vero obiettivo nonostante gli eventi.<br>Uno scambio reale che viaggia e, fino alla fine, si incontra per poi passare oltre, in direzioni opposte accomunate da quell&#8217;attimo condiviso tanto intenso e prezioso.<br><em>Ondacinema, Giulia Novelli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;UOMO DEL TRENOL&#8217;homme du traindi Patrice Lecontecon Jean Rochefort, Johnny Hallyday, Jean-Fran\u00e7ois St\u00e9venin, Charlie Nelson, Pascal ParmentierFrancia \u00a0 2002 \u00a0 90&#8242; Milan (Johnny Hallyday) arriva col treno e con un mal di testa che, rimasto a corto di aspirine proprio mentre tutti i negozi tirano gi\u00f9 le serrande, lo conduce in una farmacia dove anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[35,5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2369"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2369"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2369\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2371,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2369\/revisions\/2371"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}