{"id":2319,"date":"2023-11-25T11:47:00","date_gmt":"2023-11-25T09:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2319"},"modified":"2023-11-19T11:55:43","modified_gmt":"2023-11-19T09:55:43","slug":"apichatpong-weerasethakul-il-cinema-come-luogo-del-sognovenerdi-15-dicembre-2023-ore-20-45","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2319","title":{"rendered":"Apichatpong Weerasethakul, il cinema come luogo del sogno VENERDI\u2019 15\u00a0DICEMBRE 2023 ore 20.45"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>TROPICAL MALADY<br><em>Sud Pralad<\/em><\/strong><br><em>di&nbsp;Apichatpong Weerasethakul<br>con&nbsp;Banlop Lomnoi, Sakda Kaewbuadee<br>Tailandia. &nbsp;2004 &nbsp;118&#8242;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Tropical_Malady.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Tropical_Malady.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2320\" width=\"420\" height=\"560\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Quando chiudiamo gli occhi, chiaramente vediamo il buio ma se fissiamo questo buio abbastanza a lungo emerge qualcosa. L&#8217;immagine viene da dentro, dalla nostra mente. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ho voluto far vedere in Tropical Malady: la mente di un mondo che si adatta a un altro mondo. Il soldato riesce a vedere le immagini dell&#8217;altra parte, e continua a vedere se stesso. Si trova sul confine di due mondi.<br>Apichatpong Weerasethakul<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Composto di due parti tra loro intimamente legate,&nbsp;<em>Tropical Malady<\/em>&nbsp;segue nella prima tranche la storia d&#8217;amore di Keng e Tong, un soldato e un contadino, e, attraverso la serena contemplazione di quadretti di ordinaria quotidianit\u00e0, senza sottolineature di sorta, ne mostra il tranquillo, quasi idilliaco menage. Lo sguardo sui giorni della coppia, che \u00e8 quello sulla vita di un Paese, diventa scrutare interrogativo in una seconda parte che modula su un registro completamente differente e che prende le mosse da una leggenda (uno sciamano khmer, trasformatosi in tigre, viene ucciso da un cacciatore e rimane prigioniero nel corpo dell&#8217;animale fantasma, destinato a cacciare a sua volta qualsiasi uomo osi inoltrarsi nel suo territorio), per farsi onirica riflessione sulle paure primarie e il valore dei ricordi (la malattia cui si riferisce il titolo \u00e8 proprio la memoria delle persone amate).<br>Curatissimo sul piano figurativo (l&#8217;albero notturno rimane visione folgorante),&nbsp;<em>Tropical Malady<\/em>&nbsp;si dipana sinuoso tra tempi programmaticamente dilatati (una vera sfida per l&#8217;impaziente occhio occidentale), colpendo per il sontuoso rigore delle sequenze e per l&#8217;originalit\u00e0 di un impianto di indubbia suggestione che riesce a dirottare da un approccio realistico, anche se pieno di elementi anticipatori, a una deriva tutta simbolica che viaggia a met\u00e0 strada tra la favola e il sogno (si \u00e8 parlato di Lynch, non a caso, potendosi azzardare che la prima parte sia una rievocazione fatta nella seconda &#8211; del resto il film comincia nella giungla -).<br>Scommessa distributiva dell&#8217;Istituto Luce (alla coproduzione partecipa anche Fabrica), film di fruizione a dir poco difficile &#8211; per i suoi ritmi, per il senso sfuggente delle molte metafore, per il disinteresse dell&#8217;autore all&#8217;azione (la seconda parte \u00e8 praticamente priva di dialogo) -, a serio rischio di esodo,&nbsp;<em>Tropical Malady<\/em>&nbsp;che mantiene, nell&#8217;edizione italiana, la lingua originale, \u00e8 opera bifronte (i due protagonisti rappresentano due opposte realt\u00e0 sociali, alla serenit\u00e0 lucente della prima parte fa riscontro l&#8217;oscurit\u00e0 inquieta della seconda), ma solo apparentemente scissa, una pellicola di alto spessore che prima spiazza e poi, all&#8217;uscita dal cinema, cresce invocando una seconda (terza, quarta)&nbsp;visione consapevole.<br>Premio speciale della giuria a Cannes 2004. Vincitore dei due massimi riconoscimenti al festival del cinema a tematiche omosessuali di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche se la storia ha una struttura lineare, Tropical Malady si sviluppa su due piani distinti che rappresentano due mondi molto diversi. Tuttavia questi mondi diversi sono collegati da personaggi che sar\u00e0 il pubblico a decidere se siano o no gli stessi. Ci\u00f2 che \u00e8 essenziale sono i ricordi. I ricordi della prima parte convalidano la seconda e viceversa. Nessuna delle due esiste senza l\u0092altra.<br>Apichatpong Weerasethakul<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gli Spietati, Luca Pacilio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TROPICAL MALADYSud Praladdi&nbsp;Apichatpong Weerasethakulcon&nbsp;Banlop Lomnoi, Sakda KaewbuadeeTailandia. &nbsp;2004 &nbsp;118&#8242; Quando chiudiamo gli occhi, chiaramente vediamo il buio ma se fissiamo questo buio abbastanza a lungo emerge qualcosa. L&#8217;immagine viene da dentro, dalla nostra mente. 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