{"id":2273,"date":"2023-05-12T22:15:00","date_gmt":"2023-05-12T20:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2273"},"modified":"2023-05-05T12:25:46","modified_gmt":"2023-05-05T10:25:46","slug":"cinema-brasiliano-venerdi-19-maggio-2023-ore-20-45","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arciecuriel.it\/?p=2273","title":{"rendered":"CINEMA BRASILIANO VENERDI&#8217; 19 MAGGIO 2023 ORE 20.45"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>LA VITA INVISIBILE DI EURIDICE GUSMAO<br><em>A Vida Invis\u00edvel<\/em><\/strong><br><em>di\u00a0Karim A\u00efnouz<br>con\u00a0Carol Duarte,\u00a0J\u00falia Stockler,\u00a0Greg\u00f3rio Duvivier,\u00a0Barbara Santos,\u00a0Fl\u00e1via Gusm\u00e3o<br>Brasile  2019  139&#8242;<\/em><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/euridice.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"725\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/euridice-725x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2274\" srcset=\"https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/euridice-725x1024.jpg 725w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/euridice-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.arciecuriel.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/euridice.jpg 765w\" sizes=\"(max-width: 725px) 100vw, 725px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>In riva all&#8217;oceano due ragazze siedono una accanto all&#8217;altra senza guardarsi. Poi, in una foresta tropicale lussureggiante, attraversata da cascate di acqua cristallina, si perdono, si inseguono, si chiamano a gran voce, ma non riescono a trovarsi. Le prime sequenze del film <em>La vita invisibile di Euridice Gusmao<\/em> del regista brasiliano Karim Ainouz sono profetiche e si fanno metafora dell&#8217;appassionante storia: quella di due sorelle legate a doppio filo, e ciononostante separate dal destino (e soprattutto dalla grettezza degli uomini) in una Rio de Janeiro negli anni &#8217;50 dove le donne sono soltanto l&#8217;ombra di padri e mariti. Non potrebbero essere pi\u00f9 diverse. Euridice, splendido sorriso, corpo slanciato anche se dalle movenze un po&#8217; goffe e impacciate, ha talento per il pianoforte e sogna soltanto di essere ammessa al Conservatorio di Vienna. Guida, maggiore di due anni, \u00e8 meno bella, bassina, ma sprizza vitalit\u00e0 e sensualit\u00e0, morde il freno, insegue a tutti i costi il grande amore e vuole staccarsi dal contesto famigliare conservatore e bigotto. La sua scelta di fuggire col marinaio greco Iorgos, per poi tornare in patria incinta e abbandonata, fa da trigger al dramma: il pap\u00e0 non la riconosce pi\u00f9 come figlia, la caccia di casa e le fa credere che l&#8217;amatissima sorella si sia trasferita in Europa. Vivranno lontane e infelici: la prima rinuncer\u00e0 alla musica per diventare moglie di un uomo ricco ma senza qualit\u00e0, nonch\u00e9 madre amorevole, adeguandosi a quanto la societ\u00e0 vuole per lei; l&#8217;altra si dedicher\u00e0 al figlioletto &#8220;bastardo&#8221; e trover\u00e0 la protezione dell&#8217;ex prostituta Filomena nei miseri bassifondi della citt\u00e0. Sino al ricongiungimento tardivo delle loro anime, se non nella realt\u00e0. Tratto dal romanzo di Martha Batalha, caso letterario in patria paragonabile al nostro <em>L&#8217;amica geniale<\/em>, il lavoro vincitore della sezione &#8220;Un Certain Regard&#8221; allo scorso Cannes, nelle sale da gioved\u00ec, ripercorre le strade del melodramma alla Douglas Kirk, attualizzandone per\u00f2 lo stile grazie a una capacit\u00e0 introspettiva potente, alla caratterizzazione dei personaggi, all&#8217;estetica raffinata, satura di colori e suoni. Se Ainouz non ha paura di spingere sul pedale della commozione e del sentimentalismo, la scelta di ricostruire la vicenda attraverso le lettere che Guida scrive ad Euridice, intercettate dal padre e mai recapitate alla destinataria, gli consente di mantenere la giusta distanza e di non cadere mai negli zuccherosi toni da telenovela. E in pi\u00f9 la trama m\u00e9lo \u00e8 lo spunto per una critica sociale: dell&#8217;epoca, come si deduce dalla violenza delle scene di sesso matrimoniale, allora molto diffusa, e anche del presente del Paese con riferimenti non espliciti, ma intuibili, a Bolsonaro, che ha riaffermato i valori di una cultura tradizionale e maschilista. Due ore e venti che scorrono veloci e coinvolgenti, facendo scattare l&#8217;identificazione con le due giovani, i lori dolori, le loro continue frustrazioni, la mai perduta speranza di riincontrarsi. Qui tutto risulta naturale, spontaneo, sincero, soprattutto in virt\u00f9 delle credibili interpretazioni di Carol Duarte-Euridice e Julia Stockler-Guida. E al cameo dell&#8217;attrice ormai novantenne Fernanda Montenegro (l&#8217;insegnante di Central do Brasil).<br><em>Paola Zonca, La Repubblica<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA VITA INVISIBILE DI EURIDICE GUSMAOA Vida Invis\u00edveldi\u00a0Karim A\u00efnouzcon\u00a0Carol Duarte,\u00a0J\u00falia Stockler,\u00a0Greg\u00f3rio Duvivier,\u00a0Barbara Santos,\u00a0Fl\u00e1via Gusm\u00e3oBrasile 2019 139&#8242; In riva all&#8217;oceano due ragazze siedono una accanto all&#8217;altra senza guardarsi. Poi, in una foresta tropicale lussureggiante, attraversata da cascate di acqua cristallina, si perdono, si inseguono, si chiamano a gran voce, ma non riescono a trovarsi. 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