Il gesto dello scatto VENERDI’ 27 GENNAIO 2023 ore 20.45
martedì 24 gennaio 2023, 22:38
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IL SALE DELLA TERRA
The Salt of the Earth
di Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado
Brasile/Italia/Francia 2014 100′

sale

Oggi quelli che furono gli esponenti migliori del Nuovo Cinema Tedesco, Werner Herzog e Wim Wenders, si appassionano ai documentari. Come II sale della Terra, dedicato all’opera del fotografo brasiliano Sebastião Salgado, artista e testimone del nostro tempo. E in fondo è curioso che Wenders, dopo il magnifico Pina, dove sperimentava le potenzialità del 3D, scelga ora le immagini piatte, ma dal fortissimo impatto, delle foto di Salgado. In collaborazione col figlio del quale, Juliano, il regista tedesco unisce bianco e nero e colore, immagini fisse e riprese dal vero per raccontare la biografia di Salgado e il mondo visto attraverso i suoi occhi.
Roberto Nepoti, La Repubblica

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John Schlesinger, un regista “da marciapiede” venerdì 20 gennaio ore 20.45
martedì 17 gennaio 2023, 11:48
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BILLY IL BUGIARDO
Billy Liar
di John Schlesinger
con Julie Christie, Tom Courtenay, Finlay Currie, Mona Washbourne, Marie Bell
Gran Bretagna   1963   98′

Billy-il-Bugiardo

Billy il bugiardo, basato su un romanzo di Keith Waterhouse, appartiene al filone della British New Wave in voga nell’Inghilterra degli anni sessanta, influenzato dalla Nouvelle Vague francese. Lo stile e le caratteristiche erano basati sul cinema documentaristico, con molte riprese in esterni e dialoghi meno teatrali e più aderenti al parlato reale, tra cui per la prima volta sullo schermo alcune parole sconce.
Billy, impiegato nell’agenzia di pompe funebri del sig. Shadrack, si inventa un mondo immaginario, Ambrosia, dove è re, generale o eroe, per uscire dalla squallida monotonia quotidiana. Si barcamena a mantenere un difficile ménage con due fidanzate, inventando storie e mentendo. Un giorno Billy conosce e si innamora di una terza ragazza, Liz, e questo potrebbe essere il punto di svolta nella sua vita.

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Ruben Östlund, l’estetica della vulnerabilità umana VENERDI’ 13 GENNAIO 2023 ore 20.45
domenica 08 gennaio 2023, 18:52
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INVOLUNTARY
De ofrivilliga
di Ruben Östlund
con Villmar Björkman, Linnea Cart-Lamy, Leif Edlund, Sara Eriksson, Lola Ewerlund
Svezia/Francia   2008   98′

involuntary

Non è un documentario. Gli attori che recitano ci sono. Non è neppure una commedia. Perché troppo simile alla realtà. Eppure solitamente il cinema è lo specchio della realtà. Una contraddizione? No, quello che Ostlünd intende fare con Involuntary è una sorta di esperimento socio-antropologico. Come se nascondesse la telecamera per spiare uomini e donne che recitano la realtà, senza montaggio, senza tagli. Gli attori, liberi dalle costrizioni imposte dagli obblighi della finzione, reagiscono agli stimoli come se si trovassero realmente nelle situazioni presentate.
Ostlünd regala loro tutto il tempo che ritengono necessario per sviluppare l’azione, per costruire un rapporto credibile tra loro. Perché è proprio questo che sta a cuore al regista: raccontare come cambia il comportamento di un individuo inserito in un gruppo. E come spesso le dinamiche collettive finiscono per modificare e talvolta anche annullare scelte e valori personali. La società descritta è quella svedese ma il quadro che ne emerge potrebbe essere trasferito in ogni altro contesto. Perché le situazioni analizzate da Ostlünd sembrerebbero essere valide ovunque e sempre.
Il titolo stesso indica che, all’interno di un gruppo, la personalità dell’individuo muta in modo involontario e quasi inevitabile. Tante le circostanze possibili. Ana, poco più di una bambina, ma in compagnia delle amichette si trasforma in una lolita che posa maliziosa e ammiccante davanti alla webcam, beve alcol e stuzzica uomini incontrati sull’autobus. O per un uomo che adegua il suo comportamento alla situazione, la sua festa di compleanno, a casa sua. Fa l’eroe e si avvicina a un petardo imploso, si ferisce, sopporta senza chiamare i soccorsi pur di non rovinare la serata agli amici. O ancora per un gruppo di ragazzotti perditempo. Si trovano a scherzare oltremisura con uno dei loro. É divertente, ma c’è un limite e se ne accorgono troppo tardi.
L’unico montaggio presente nel film è nell’interruzione brusca di ogni situazione proprio nel momento in cui sta per compiersi una svolta. Più storie alternate e interrotte a intrecciarsi tra loro come in un unico puzzle dove il disegno è diverso ma il bordo si incastra perfettamente con il bordo degli altri pezzi. Come se il meccanismo in queste situazioni fosse sempre lo stesso e fosse Involuntary, involontario.
M.Beatrice Moia

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cinemapiù 39
sabato 07 gennaio 2023, 18:54
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cine39

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CINEMA BRASILIANO venerdì 18 novembre ore 20.45 BACURAU
martedì 15 novembre 2022, 14:48
Filed under: cinemapiù 38

BACURAU
di Juliano Dornelles, Kleber Mendonça Filho
con Udo Kier, Sonia Braga, Chris Doubek, Jonny Mars, Alli Willow, Karine Teles.
Brasile 2019 92′

Bacurau

Una vicenda che accadrà tra pochi anni…Bacurau è un piccolo villaggio situato nel nordest del Brasile nello stato di Pernambuco. Vi si piange la morte della novantaquattrenne matriarca Carmelita. Qualche giorno dopo gli abitanti scoprono che il villaggio è scomparso dalle carte geografiche e che un misterioso gruppo di ‘turisti’ americani è arrivato nella zona.
Kleber Mendoça Filho, dopo l’interessante Aquarius, in cui ci aveva ricordato quale grande attrice fosse Sonia Braga, torna ad avvalersi di una sua performance in un film che però assume una dimensione collettiva che ne costituisce la spina dorsale.
Ha al suo fianco Juliano Dornelles che in Aquarius aveva il ruolo di scenografo e che qui lo affianca in un’operazione tanto complessa quanto carica di senso nel Brasile odierno. Complessa a partire dal titolo. Il bacurau infatti è un uccello notturno molto abile nel mimetizzarsi ma, in una dizione locale, ha anche il significato di ultima corsa di un mezzo di trasporto pubblico.
Bacurau è così: è un villaggio che non ci tiene ad apparire, che addirittura scompare dalle mappe, ma che c’è e sa, all’occorrenza, rivendicare la propria identità. La complessità è poi insita anche in una scelta narrativa che mescola generi diversi come il western, lo slasher, un tocco di fantascienza nonché di cangaco (genere tipico del nordest brasiliano prevalentemente degli anni ’50 e ’60 che aveva al centro atti di banditismo). Il punto di vista è quello dell’area più povera del Brasile ma il senso dell’operazione si allarga a tutte quelle realtà che subiscono la sopraffazione di coloro che pensano di poter ‘giocare’ con le vite altrui.
Giancarlo Zappoli, Mymovies

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John Schlesinger, un “regista da marciapiede” VENERDI’ 11 NOVEMBRE 2022 ore 20.45 IL MARATONETA
mercoledì 09 novembre 2022, 15:39
Filed under: cinemapiù 38

IL MARATONETA
con: Dustin Hoffman, Laurence Olivier, Roy Scheider, Marthe Keller, William Devane
USA 1976 125′
di: John Schlesinger

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New York. Giovante studente di storia che sta scrivendo una tesi sul Maccartismo, Thomas (Dustin Hoffman) si ritrova coinvolto suo malgrado in un intrigo internazionale: suo fratello Henry (Roy Scheider) è infatti un agente segreto che fa da corriere per Szell (Laurence Olivier), ex criminale nazista. Quando Henry si scontrerà con Szell, anche Thomas finirà nel mirino del gruppo di agenti che fanno capo all’ex gerarca tedesco.
Tratto dal romanzo omonimo di William Goldman (autore anche della sceneggiatura), Il maratoneta è uno dei più originali thriller spionistici degli anni ’70. Il formato classico del genere viene stravolto, in pieno stile New Hollywood, da lunghissime sequenze che mettono a fuoco la vita e l’umanità di New York – vista poche volte al cinema in chiave così cupa e terrorizzante – e da una struttura a puzzle che scompone la storia in numerosi subplot: si pensi, per esempio, all’infinita scena iniziale, con il montaggio alternato di una lite tra un ebreo e un tedesco in mezzo al traffico. Eccellente il lavoro sui personaggi, tutti ambigui, sfumati e densi di sfaccettature. Nonostante le numerose licenze “autoriali”, la trama si snoda con potenza, carica di tensione e di ritmo, raggiungendo vette quasi horror nelle scena cult della tortura sulla sedia del dentista. In sottofondo, scorre una rappresentazione degli orrori della Storia (dalla caccia alle streghe di McCarthy al Nazismo) che si ripercuotono, ineluttabilmente, anche sulle nuove generazioni. Ennesima grande prova d’attore di Dustin Hoffman, qui nel periodo d’oro della sua carriera. Fotografia di Conrad L. Hall. Nomination all’Oscar per Laurence Olivier.
Longtake

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